"Falcone grigliato", menu shock in un pub di Vienna

Il menu propone “Don Peppino: un siciliano dalla bocca larga che fu cotto da una bomba come un pollo nel barbecue”. Oppure un ottimo “Don Falcone, che si è guadagnato il titolo di più grande rivale della mafia ma è stato arrostito come una salsiccia”. "Falcone grigliato", menu shock in un pub di Vienna

Sono alcuni dei nomi di Don Panino, un pub di italiani a Vienna che propone menu in salsa italica. Una trovata che doveva sembrare divertente ai due gestori del locale chiuso da due mesi, dopo le proteste e lo scoppio di un quasi caso diplomatico.

Don Greco, Don Buscetta, Don Corleone erano maxi toast che glorificavano qualche big della mafia.

I due gestori del locale spiegano su Facebook che l’idea brillante arriva nel 2009, quando si trovavano in Austria “con una fame enorme e nessuna voglia di mangiare piatti austriaci”. Così decidono di importare a Vienna delizie tipiche del loro sud. Un’idea tutt’altro che riprovevole se non fosse che, per rendere il locale più appariscente, i due hanno optato per nomi di panini dal gusto repellente.

Senza vergogna e senza alcun dubbio, la mafia diventa folklore, tradizione, quasi un bene da conservare come patrimonio artistico dell’umanità. E non sono i soli. Il Padrino, Pizzeria Camorra, I Mafiosi sono solo alcuni dei nomi che locali italiani hanno spesso all’estero.

Per fortuna, dalla diffusione della notizia lo sdegno è stato subito alto: petizioni degli italiani a Vienna raccolgono oltre 8.000 adesioni.

Paolo Federico, originario della provincia di Napoli, vive  da quattro anni a Vienna, dove lavora come research assistant presso la Facoltà di Informatica della Technische Universität Wien.

Assieme a Ivan Coluzza, è uno dei promotori della petizione online contro il locale italiano Don Panino: “Capisco che si possa scherzare su Al Capone o su storie lontane da noi nello spazio e nel tempo” osserva il ricercatore, “ma la mafia siciliana, con vittime recenti e processi importanti ancora in corso, è una ferita aperta e non può diventare oggetto di ironia e  propaganda pubblicitaria. Personalmente posso dire che provo soddisfazione apprendendo dell’intervento del nostro Ministro degli Esteri, che ha dato mandato all’incaricato di affari a Vienna di sensibilizzare il Comune di Vienna e il Ministero dell’Economia austriaco su questi temi. Auspico che a questa mossa corrisponda un continuo impegno dello Stato italiano nel contrasto alla mafia e nell’accertamento delle responsabilità, per esempio nel processo sulla trattativa in corso a Palermo”.

E la questione, infatti, è arrivata anche al Ministero degli Esteri. Su istruzione del ministro Emma Bonino, l’incaricato d’affari d’ambasciata in Italia a Vienna, Sergio Pagano, è intervenuto per sensibilizzare le autorità locali e in particolare il comune di Vienna e il ministro dell’Economia su un caso così “inaccettabile e offensivo”.

“E’ blasfemo e volgare usare i nomi di eroi nazionali come Falcone e Peppino Impastato per vendere panini”, ha dichiarato Maria Falcone, sorella del magistrato assassinato  e leader della fondazione Falcone.

Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando aveva subito auspicato un intervento del ministro Bonino: “E’ urgente impedire che la memoria delle vittime della mafia sia infangata dall’accostamento a nomi mafiosi e dall’uso di parole offensive”.

Don Panino ha le serrante sprangate, ma il suo menu è ancora presente sui siti di consegna a domicilio di Vienna. Infatti, l’uso della mafia nella gastronomia austriaca non sembra essere vietato: esistono in Austria anche una Pizzeria Camorra e Pizzeria Mafiosi.

Evidentemente in molti paesi i pregiudizi contro gli italiani possono aiutare a vendere bene.

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