Eutanasialegale. Associazione Luca Coscioni. Dignità e scelta

Eutanasialegale

La parola suicidio assistito non mi piace, mi fa pensare ad una resa. Ad un evento vergognoso, un appuntamento dove ci si trova in due e solo uno lascerà la stanza. Evoca sensazioni grige e ricordi da “nascondere” prima che qualcuno li scopra. La parola eutanasialegale mi piace, mi fa pensare ad una scelta, alla libertà e ad un saluto da fare, col sorriso. Domani andrò a firmare per la campagna “Eutanasialegale” perché, se un giorno sarà necessario, voglio che nessuno sia costretto a portare il peso di un segreto, di un tale grande fardello e, neppure, voglio da sola andare in una clinica lontana da casa.

La scelta dignitosa di morire è difficile e spero che d’ora in avanti sia possible compierla senza temere, pure, di commettere reato.

Eutanasialegale” è una campagna promossa dall‘Associazione Luca Coscioni, con l’adesione di Radicali italiani, UAAR, Exit Italia, Amici di Eleonora Onlus, Associazione radicale Certi Diritti. Lo scopo è raccogliere 50.000 firme necessarie per depositare in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare volta a regolare il testamento biologico e l’eutanasia. Per raccogliere 50.000 firme, basta che ci sia una persona in ciascuno degli 8.000 Comuni italiani che raccolga almeno 7 firme. Sul sito  si può scaricare il modulo di raccolta firme.

Si è tenuta ieri, 3 maggio, la conferenza stampa per la presentazione della campagna “Eutanasialegale” presso la sede dell‘Associazione Luca Coscioni. Hanno partecipato Mina Welby, co-presidente Associazione Luca Coscioni che ha dichiarato: “mai più dover rispondere ad una richiesta per una morte opportuna per cui c’è solo la possibilità di emigrare per ottenere una morte dignitosa. Anche io avrei accompagnato mio marito Piergiorgio in Svizzera ma lui con la sua ironia che non lo ha mai abbandonato mi ha così risposto: e se poi cade l’aereo?”.  Filomena Gallo, Segretario Associazione Luca Coscioni, che ha dichiarato: “questa battaglia per l’autodeterminazione deve servire a colmare lo spread di diritti che da troppo tempo caratterizza il nostro Paese. L’Associazione Coscioni si batte da sempre per far scongiurare il turismo della dolce morte. Lo Stato Italiano deve garantire ai propri cittadini una morte serena accanto ai parenti e agli amici. Non da soli, in un letto svizzero. Ormai si va all’estero per divorziare, procreare e morire. Vi sembra un Paese civile questo?”  Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni: “Piera mi chiese di accompagnarla in Svizzera perché non aveva trovato nessuno disposto a farlo. Sono pronto ad assumermene la responsabilità, anche per il futuro, aiutando chi ce lo chiederà. Vogliamo denunciare lo scandalo di una legislazione che produce eutanasia clandestina o esilio della morte, per chi riesce ad ottenerli. Con la raccolta firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare vogliamo imporre la questione nell’agenda politica.”  Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani, Nadia Mugioni di Exit Italia, Stefano Incani di Uaar, Luigi incarnato, responsabile strutture organizzative PSI, Claudio Bucci, responsabile rete associativa.

Ricordo il giorno in cui dall’ufficio stampa dell’Associazione, Valentina Stella, mi arrivò l’informativa dello spot “AAA malati terminali cercasi” ero certa di aver capito male, ma poi vidi lo spot e tutto fu chiaro:

[youtube width=”600″ height=”344″]https://youtu.be/oDoHhV_QAGc[/youtube]

Non era uno scandalo, non erano impazziti improvvisamente; era coraggio! Dell’associazione Coscioni e dei malati che poco alla volta gli si sono rivolti.

Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione, spiega perfettamente e con poche parole:

Rispetto alla videotestimonianza di Piera, credo che l’unico scandalo sia quello di leggi che l’hanno costretta a lasciare l’Italia per morire senza soffrire. Lo scandalo è quello della “morte all’italiana”, tra sofferenza, clandestinità e esilio. A Eugenia Roccella, che si indigna davanti al rischio che la morte sia affidata alla scelta da esprimere attraverso un questionario, chiedo se davvero ritiene meno burocratica la scelta da subire attraverso una condanna a una dozzina di anni di carcere per “omicidio del consenziente”

Piera è una protagonista, Piera sarà sempre una protagonista e, grazie anche a lei, sabato 4 maggio una serie di iniziative darà agli italiani, la possibilità di essere liberi. I tavoli e le informazioni si trovano nella sezione Elenco Tavoli. Si ricorda che le firme raccolte finora sono 5.596, a fronte delle 50.000 che dovrebbero essere poi depositate in Parlamento affinché il disegno di legge venga preso in considerazione. I cittadini hanno tempo fino al 14 di settembre per esprimere il loro parere positivo nei confronti dell’iniziativa.

Lei è Piera e sempre sarà.

[youtube width=”600″ height=”344″]https://youtu.be/H0SbIK_AJvQ[/youtube]

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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