Edinson Cavani contro i tifosi del Napoli: chi ha ragione?

In tutta la città campeggiano striscioni contro il Matador, che i tifosi del Napoli vogliono via dalla città. Edinson Cavani, per ora, non risponde: ma è davvero giustificato tutto questo astio?

Edinson CavaniEra il 1972 quando José Altafini, idolo indiscusso della tifoseria partenopea, passa dal Napoli alla Juventus. Apriti cielo. La rabbia dei supporters azzurri è tanta, e l’anno dopo arriva anche la beffa: l’asso brasiliano, infatti, segna un gol pesantissimo proprio alla sua ex squadra, regalando lo scudetto ai bianconeri, in lotta per il titolo con gli azzurri fino alla fine del campionato. Da quel giorno, Altafini verrà ricordato come “core n’grato”. Come verrà ricordato, invece, Edinson Cavani?

Le sue parole sono sempre state abbastanza chiare: sogna i grandi club, ma per ora sta bene a Napoli. Poi ci si sono messi i parenti, parlando di “sogno Real”; anche i giornalisti c’hanno messo del loro, riportando solo alcuni stralci delle interviste rilasciate dal Matador, evidenziando esclusivamente la sua volontà di vestire la maglia dei blancos o di altri club prestigiosi. Il silenzio del diretto interessato, tra l’altro, ha alimentato ancor di più le ire dei tifosi del Napoli, che hanno esternato la propria rabbia in strada, esponendo striscioni contro il Matador.

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La gente sembra stanca di questo apparente “tira e molla” infinito, e più che richiedere chiarezza, esige l’addio, con l’assodata convinzione che Edinson Cavani abbia già pronte le valigie in mano. Eppure moltissimi giocatori, in passato, hanno fatto la storia del proprio club, lasciando poi la società, per un motivo o per un altro: ora, perché non dovrebbe farlo anche il Matador? Se vuole lasciare Napoli per un’offerta migliore o per trovare nuove motivazioni, perché i tifosi provano cotanta delusione? Forse perché Cavani ha dato tanto al Napoli e ai propri tifosi, e i supporters hanno contraccambiato, nel loro piccolo, supportando l’asso uruguaiano nei momenti difficili e mostrandogli tutto il proprio amore. In una situazione del genere quando un giocatore come lui, infine, decide di lasciare (supponendo che Cavani voglia davvero lasciare Napoli senza pensarci su due volte), sembra quasi che una ragazza o un ragazzo abbia deciso di mollare la propria dolce metà, con l’evidente delusione finale da parte di chi è stato lasciato.

È questo il sentimento che stanno provando i tifosi del Napoli? Si sentono “traditi”? Perché pretendono che il proprio beniamino debba per forza rimanere? Amare non significa pretendere. Dobbiamo accettare che lui, o qualsivoglia calciatore, voglia cambiare aria per trovare nuovi stimoli, o probabilmente, un rifocillamento di un portafoglio comunque già gonfio; questo “terribile affronto” sarà incredibilmente capace di far dimenticare a tutti i supporters partenopei ciò che Cavani ha dato al proprio popolo calcistico? Ha dato tanto, e ora perché dovrebbe forzatamente rimanere se vuole lasciare? Semmai, va criticato il comportamento dei genitori, che avrebbero potuto mitigare l’atmosfera di tensione, ma fondamentalmente non hanno detto nulla di così orribile: chi non sognerebbe di giocare nel Real Madrid? Il problema è che, in queste circostanze, il troppo amore fa scattare un meccanismo di “egoismo” che si trasforma in possessività ossessiva, senza considerare le volontà dell’altra persona.

Proviamo a pensare allo stato d’animo del diretto interessato: come si sentirà Edinson Cavani dopo aver visto le immagini di quegli striscioni? Dopo aver dato tanto per la causa azzurra, dopo aver trovato addirittura un nuovo amore sotto il sole partenopeo, dopo aver infranto record su record, come si sentirebbe ad essere tacciato come traditore solo perché c’è una clausola rescissoria e solo perché ha esternato la volontà di giocare in un club palesemente più prestigioso, glorioso e ricco di quello napoletano? Forse a Madrid non troverà lo stesso amore che gli hanno regalato i tifosi del Napoli, ma almeno non si sentirà crocifisso solo perché ha pensato alla sua vita.

Giuseppe Senese

Sono un laureando in Scienze e Tecnologie Informatiche, che nutre anche numerose passioni come la musica, il cinema e il calcio. Adoro il Rock Progressivo degli anni 70' (soprattutto quello britannico e quello italiano) e sono un tifoso sfegatato del Napoli.

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