"E come mai scrivi di cose banali?"

“E come mai scrivi di cose banali?”

“Beh, perché sono quelle che conosco meglio.”

Senza rancore, senza cattiveria, senza malinconia. Perché dovrei scriver di qualcosa che non so? Preferisco di parlare di cose che conosco, che vedo, che vivo tutti i giorni. Sì, possono sembrare cose ovvie, stupidaggini, situazioni che nessuno si spreca di ricordare.

Mai tenuto un diario segreto? Dai, da piccina l’avrai avuto anche te. Di quelli col lucchetto, di colori indecenti, che se tuo fratello te l’apriva era la fine, perché su ogni pagina c’era scritto a caratteri cubitali il nome del ragazzo che ti piaceva tanto, ma di cui ti vergognavi fino a farti diventare le gote rosse pomodoro.

Ecco, quando rileggi quel diario non ti viene un piccolo groppo in gola? E non ti sembrano cose abbastanza futili? Perfetto. Stessa identica cosa. Voglio lasciare per iscritto ogni mia impressione sul mondo che mi circonda, anche se secondo te lei lui l’altro parlo di cose talmente sentite e risentite che è inutile scriverne ancora. Per me no. Perché io la mia versione dei fatti non l’ho ancora data. E sei fortunata che ancora non ho iniziato a sviscerare l’argomento uomo vs donna: lì ci sarà il tripudio dei luoghi comuni e delle frasi che senti ripetere da millenni.

Ma non da me. Se non mi piacesse lasciare la mia opinione, probabilmente non scriverei. E, visto che lo faccio, per non farlo approssimativamente, preferisco farlo su cose che conosco. E quello che mi circonda è ciò che conosco meglio.

E, in più, infonde un senso di sicurezza scrivere di cose conosciute, non trovi? Sì, come se fosse un’ulteriore conferma del fatto che non sei pazza, ma che là fuori funziona così davvero. Oppure una semplice riflessione sulla giornata, sulla settimana, sul mese, su quello che preferisci.

Vedere i tuoi pensieri prendere forma, bianco su nero, è una sensazione meravigliosa. Perché non provi anche tu?

Dopo ti senti meglio, più leggera, più semplice, vivi la vita con una consapevolezza maggiore. Perché ti sei ripetuta le cose per almeno 3 volte, e, volente o nolente, ora sono una parte integrante di te.

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