Drogati di debiti. Indebitarsi è bello. Lettera alla redazione

Indebitarsi è bello, Indebitarsi è facile, Indebitarsi è possibile. Bello, facile e possibile un trinomio vincente, che fa gola a tutti, un trinomio che caratterizza gli ultimi tempi, un trinomio che ha portato alla nascita di una nuova droga: i debiti.

Drogati di debiti. Indebitarsi è bello. Lettera alla redazione

La pubblicità coinvolge, attira, ci tenta ma la cosa che “le” riesce meglio è illuderci, fornire una rappresentazione della realtà dove domina il bello, dove non esistono problemi e dove ognuno può essere ciò che vuole essere. Guardando la pubblicità il nostro cervello viene ingannato, sedotto con estrema facilità, e ci illudiamo di poter facilmente possedere ciò che non abbiamo, ciò che abbiamo sempre desiderato ma anche ciò di cui non abbiamo bisogno.

Il nostro cervello non ha ancora sviluppato alcuna difesa contro il “bombardamento pubblicitario” e quindi un po’ per natura un po’ per i motivi precedentemente elencati siamo portati a desiderare ad ogni costo quel bene, quel servizio che va oltre le nostre possibilità economiche. Andare oltre le nostre possibilità economiche è un limite che è stato raggirato, un vincolo che non deve essere rispettato, una promessa del peggior marinaio, più semplicemente un’espressione diventata “arcaica” nel XXI secolo. Oggi è facile possedere ciò che non si ha, oggi è facile usufruire di un servizio che non è indispensabile, grazie al debito.

Naturalmente, il debito non è un’invenzione dei nostri tempi solo che adesso se ne sta facendo un abuso perché la definizione di debito si è ben affermata, consolidata, diventando quasi parte integrante della nostra cultura, godere immediatamente e pagare poi, un poi che può indicare un periodo di tempo spropositato, per alcuni quel poi può indicare anche un periodo di tempo che prosegue dopo la morte. Indebitarsi è possibile grazie “al buon cuore” delle banche, le quali hanno sviluppato una politica efficace ma al tempo stesso deplorevole volta a “spolparci fino all’osso”, perché guardano con sdegno l’immediato rimborso del debito prediligendo e invogliando “l’ignaro indebitato” a continuare ad indebitarsi perché più redditizio.

Chi è che maggiormente in questi ultimi tempi ha contribuito all’indebitamento? Uno dei fattori, o per meglio dire la cosa che maggiormente ha contribuito, almeno a mio avviso, a questo “indebitamento generale” è stata la moneta elettronica, meglio conosciuta come “carta di credito”. In questa società dove la fine del sistema capitalistico è ben lontana e il signoraggio bancario sguazza in questo mare di melma come la “migliore delle lontre”, la carta di credito è un po’ come “l’anello nella Terra di Mezzo”. Qualche centimetro di plastica che ha reso la nostra vita più facile, più spensierata, basta una semplice “strisciata”, un movimento di polso che a volte risulta più efficace di 10 bustine di aulin prese tutte insieme. Tutto ciò, sempre secondo il mio punto di vista, ha portato a un punto di non ritorno dato che ormai ci indebitiamo per risanare altri debiti, cerchiamo un’ancora di salvezza in nuove finanziare per risanare i debiti contratti con le precedenti.

Non sono convinti che siamo tutti affetti da cataratta, non sono convinto che nessuno si sia reso conto di questa terribile situazione, non sono convinto che nessuno sia consapevole del fatto di “trovarsi in una società indebitata fino al collo, per non dire interamente sommersa”, sono convinto invece che ormai ci siamo abituati a questa situazione perché ci fa comodo e sono sempre più convinto che “ è l’uomo a fare i soldi e non i soldi l’uomo”, anche se così non si direbbe.

L’indebitamento è diventato una droga, perché presenta gli stessi sintomi e cause, provoca dipendenza e assuefazione. Una delle peggiori, perché coloro che gridano all’allarme sociale e all’illegalità di quelle più leggere, si fanno portavoce, inneggiatori di questa più pericolosa, che ci consuma come una candela e che molto spesso porta alla morte.

Basta provare una volta e dopo è difficile farne a meno, dopo si diventa assuefatti, e allora bisogna aumentare la dose e la cosa più bella è che la droghe “normali” bisogna pagarle mentre questa provoca benessere, godimento, gioia pagando poi. Un’altra cosa che bisogna considerare è che la tossicodipendenza “normale” può essere curata, questa è molto più difficile perché coloro che dovrebbero curarci sono i nostri spacciatori, ma soprattutto non hanno alcuna intenzione di farlo. Come detto in precedenza, sempre più spesso l’indebitamento porta alla morte, perché la gente è esasperata, lacerata mentalmente e vede nel suicidio l’unica via di fuga. In alcuni casi, però rinunciare a una vita da indebitato per la morte vale la pena, il gioco vale la candela.

Sono convinto che bisogna dimenticare tutto ciò che abbiamo imparato a scuola riguardo al movimento della Terra, non è il movimento di rotazione e tanto meno il movimento di rivoluzione ma sono pezzi di carta pieni di inchiostro e i debiti che si fanno nella speranza di avere più soldi. Sono anche convinto che qualora non ci saranno più soldi, per qualsiasi motivo che adesso non riesco ad immaginare, la Terra scomparirebbe con loro.

Ma, alla fine queste sono parole dette così, dette da chi oggi pomeriggio non aveva niente da fare e troppo giovane e non ancora voglioso di indebitarsi.

… Ma forse la realtà e un’altra …

Andrea Caruso

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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