Dl Femminicidio: civile o anticostituzionale? E le energie alternative?

In pochi giorni Camera e Senato trovano l’accordo per il testo. Lega, M5S e SeL ne stanno fuori. E con il femminicidio, cosa centrano le energie alternative?

femminicidio e energie

Quando si dice rapidità: il Senato ha approvato il tanto discusso decreto legge “femminicidio”. 149 si, 3 no, si sono astenuti la Lega, M5S e Sel. Il testo completo lo trovate a questo link.

Il testo, licenziato dalla Camera è stato approvato senza alcuna modifica. I malumori bipartisan e i chiacchiericci di corridoi che dicono “abbiamo approvato qualcosa che va presto modificato”, mi ricordano tanto la  54/2006. Enrico Letta era contento, subito un twett per dire “#femminicidio, finalmente abbiamo una legge, dopo un intenso lavoro!”

Ma cosa è questa legge? Analizzandola pare un enorme contenitore qualcosa a tutela delle donne, un giro di vite per la protezione e la prevenzione ma sulle  misure per la in sicurezza dei cantieri del Tav all’emergenza Nord Africa, dal potenziamento del corpo dei vigili del fuoco alla maggiore libertà alla Protezione civile e la salvezza delle Province.

Francesco Nitto Palma (PDL) riesce con poche parole, prima del voto al Senato, a spiegare chiaramente il malumore per la “logistica” del voto:

“Siamo davanti all’alternativa se convertire un testo che ci è arrivato il 9 ottobre e scade il 14 malgrado ci siano degli errori o lasciarlo decadere … Se decideremo di convertirlo, la prossima settimana provvederemo ad inserire delle modifiche nel testo che stiamo esaminando sulla stessa materia in commissione. Qui siamo davanti al primo intervento di legislazione in materia penale fatto con un decreto legge”

Quindi lo facciamo per disfarlo mi chiedo? Ma andiamo avanti, anche Anna Finocchiaro (Pd) dichiara le sue perplessità sulla costituzionalità del Dl femminicidio:

“La presenza di norme disomogenee in violazione dei principi della Costituzione… E’ l’ultima volta che accettiamo qualcosa del genere: intendiamo seguire la Costituzione con l’articolo 77 e i numerosi richiami all’omogeneità dei decreti lanciati dal Quirinale”.

Sel parla addirittura di decreto-ricatto, “con l’alibi di una legge importantissima come quella contro il femminicidio, si contrabbandino misure che con il femminicidio non hanno nulla a che vedere e che andrebbero definite senza ipocrisia un nuovo ‘pacchetto sicurezza” e Stefania Giannini Senatrice di Scelta Civica “Questo decreto non ci risparmia dall’imbarazzo della sua eterogeneità: dei 11 articoli di cui è composto, solo 5 riguardano la materia drammaticamente urgente del contrasto della violenza contro le donne”

Ma c’è altro nel Dl che dovrebbe proteggere le donne, su 11 articoli che lo compongo, ce ne sono solo 5 che riguardano realmente il titolo, gli altri riguardano temi lontanissimi dal femminicidio, ossia i cantieri tav, la protezione civile, le provincie, il potenziamento del corpo dei vigili del fuoco, l’emergenza Nord Africa e per finire l’aumento delle pene per le frodi informatiche. Una legge omnibus che non piace a nessuno, neppure alle femministe che, per prime, hanno richiesto una protezione e una prevenzione, ad ogni costo.

Si spiega la fretta di approvare questa legge; sulla scia dell’emergenza (e se fossi brutale direi sul sangue delle donne) hanno fatto approvare altri 6 punti che interessavano, che erano urgenti ma che niente hanno a che fare con la tragedia delle donne uccise.

E allora dovremmo chiedere che cosa è il femminicidio, come viene interpretato dalla politica italiana e come la stessa pensa di agire? Perché in questo modo sembra solo uno taxi per raccogliere favori e voti. Chi ha deciso questo testo? Chi lo ha stilato? Chi ha avuto il coraggio di inserire il tema delle provincie tra la morte di donne violentate e seviziate?

Personalmente neppure sono d’accordo con i punti che “dovrebbero proteggere le donne”, trovo follia parlare ancora di braccialetto elettronico e l’allontanamento urgente dalla casa familiare con il divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa, considerando che la PM Carmen Puglisi, ad esempio, ha asserito che l’80% delle denunce di violenze ed abusi da parte delle donne, risultano essere false, quanti uomini si ritroveranno ingiustamente fuori di casa a tempo di record? E di conseguenza l’irrevocabilità della pena, che effetti potrebbe avere, anzi avrà?

Temo che si sia sprecato altro tempo e denaro per varare una legge che sarà modificata in breve tempo, ricordo che Diego Sabatinelli, Segretario della Lega Italiana Divorzio Breve, durante una puntata della trasmissione a cura della LID a Radio Radicale intervistando Valerio Spigarelli, Presidente dell’Unione delle Camere penali fortemente critico a quella che era solo una proposta di legge, disse: “questo Decreto Legge non rispetta la Costituzione, servirà a qualcuno, ma non alle femminicidiate, purtroppo”

Se si vogliono dei responsabili, credo si possa cercare da queste parti, era il 9 ottobre e il testo era stato approvato a Montecitorio: Donatella Ferranti (Pd), relatrice del provvedimento insieme a Francesco Paolo Sisto (Pdl) e presidente della commissione Giustizia :

“Senza enfatizzare, un ottimo provvedimento. Importante. Le donne ora potranno contare su una tutela più attenta e incisiva contro ogni violenza di genere”. E si augurava che, “dati i tempi strettissimi, il Senato lo voti a tamburo battente. Se il decreto dovesse decadere sarebbe un passo indietro gravissimo”

Se oggi vi dovesse capitare d’incontrare una donna vittima di abusi o di stalking chiedetele, a nome dei relatori del provvedimento, che ne pensa delle disposizioni per il potenziamento del Corpo nazionale dei vigili del fuoco o degli interventi a favore della montagna per la valorizzazione e la salvaguardia dell’ambiente e per la promozione dell’uso delle energie alternative.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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