Difendiamo la famiglia tradizionale

famigliaSabato 22 e domenica 23, a Palermo, in concomitanza con il Gay Pride, si terrà il Family Day, a “difesa” della famiglia tradizionale.

40 associazioni – per lo più cattoliche ed evangeliche- hanno organizzato un week end all’insegna della famiglia tradizionale, quella cioè – citando direttamente il sito promotore dell’evento- naturalmente fondata sull’unione legittima tra un uomo e una donna.

Il penultimo  week end di giugno non è una data casuale, in quanto negli stessi giorni, sempre Palermo, ospiterà il Gay Pride. L’evento è quindi esplicitamente contrario alla legittimazione della famiglia arcobaleno, non ritenuta “degna” di esistere.

Leggendo attentamente il comunicato stampa degli organizzatori ci si ritrova come al solito davanti a frasi di un’illogicità imbarazzante. Si promuove un evento per difendere un diritto che non è mai stato in pericolo: l’esistenza della famiglia tradizionale.

Io, amante dell’italiano, però una domanda la devo fare:

se si è sentito il bisogno di aggiungere l’aggettivo tradizionale, al termine famiglia, vuol dire che – a prescindere che l’idea piaccia o no- ne esistono anche altri tipi. Esiste la famiglia di fatto, quella arcobaleno, esiste la famiglia allargata e anche quella formata da un solo genitore.

Ognuna di queste non esclude, né attenta all’esistenza delle altre.

E’ pur vero che la tanto amata famiglia tradizionale negli anni è riuscita da sola a distruggere il suo status. I dati Istat che sottolineano il fallimento di un matrimonio su due sono consultabili da chiunque. Le seconde, terze e quarte nozze sono ormai all’ordine del giorno, così come i figli che crescono conoscendo meglio la tata della loro mamma.

Io sono cresciuta con l’idea che la famiglia, quella vera, sia fondata sull’amore, non sui ruoli. Non è importante tornare a casa e avere una mamma e un papà, ma rivedere in quel nucleo familiare l’ancora di salvezza. Sapere che quelle mura, quella cucina, sono il porto sicuro in cui rifugiarsi, il trampolino stabile e solido dal quale lanciarsi nel mare della vita.

Non intendo citare le mille cose brutte che accadono all’interno di alcune famiglie “tradizionali”, ma voglio invece sottolineare come l’affetto, l’amore e la felicità di una persona o di un nucleo familiare siano svincolate dall’idea di canoni preimpostati e di sessualità.

In ogni caso, lo stato italiano, che ha il DOVERE di rappresentare tutti i cittadini, è tenuto a rendere legittime anche tutti i tipi di famiglia ora non riconosciuti e che richiedono invece di essere tutelati, anche solo perché reali ed esistenti all’interno di una società.

Concludo ricordando che il prototipo di famiglia per eccellenza, quella del presepe, tanto tradizionale poi non era, visto che Gesù è stato concepito direttamente dallo spirito santo, “adottato” da Giuseppe, che si è sposato con una donna che non ha mai potuto conoscere realmente come tale e dalla quale – stando alle “cronache“- non ha avuto altri figli.

La normalità non esiste, è solo un punto di vista. La famiglia, quella vera, non ha altre fondamenta se non l’amore.

Marika Massara

Nata e cresciuta in provincia di Milano, emigrata in Calabria, adottata da Roma, non posso che definirmi italiana. Amo la mia Calabria, il mare d'inverno e il Rock. Da sempre attenta alla politica (più che ai politici), non posso che definirmi assolutamente di sinistra. Segni particolari: Milanista sfegatata.

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