Da padre a partner, se è donna

600_neonati-crescitaIl direttore della clinica ostetricia Giovanni Battista Nardelli di Padova racconta una delicata e particolare storia che è capitata nel suo reparto. In pratica si tratta di un gioco di parole con il significato del termine “partner” ma in realtà cela un meraviglioso spirito di comprensione.

Pochi mesi fa si è presentata una donna dicendo di essere la compagna di una partoriente là ricoverata. Il fatto, per quanto insolito, non ha causato problemi al personale dell’ospedale abituato ad occuparsi di pazienti provenienti dalle culture più disparate.

L’unico problema rimaneva il braccialetto che viene dato, solitamente, all’interno della clinica, ai genitori che fanno visita ai propri figli recante la scritta “padre”. Per evitare inutili imbarazzi e dimostrarsi accorti alle esigenze mutate dalla società al tempo d’oggi, nel reparto il braccialetto è stato sostituito con uno recante la scritta “partner“.

In linea con questo episodio, tale argomento non è nuovo in Europa. Basti pensare che in Francia, alcuni mesi fa, è stata proposta dal governo socialista di Francis Hollande una legge per sostituire la dicitura di “padre” e “madre” con quella più neutra di “genitore1” e “genitore2“. La proposta non fu approvata e, nonostante la donna si sia recata all’estero per poter effettuare l’inseminazione, è stata Padova a fare il primo passo.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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