Il rosso e il nero, fuorigioco.

rise upCosa sono i colori rosso e nero, se non si riferiscono ad una squadra di calcio? E nemmeno ad un pesce?

Sono i colori che hanno caratterizzato il flash mob di ieri, One Billion Rising. Nel giorno dell’amore, donne uomini bambini e passanti si incontrano in tutte le piazze del mondo e protestano contro la violenza.

Con cosa decidono di protestare? Con quello che, visivamente, viene più spesso deturpato, rotto, rovinato, gonfiato, fatto sanguinare: il loro corpo. Che si muove, che balla, che salta, all’unisono in tutto il mondo.

Si finisce con un dito al cielo, per indicare la propria presenza contro la violenza, contro un comportamento che poco ha a che vedere con l’ amore.

obrbimbaI dati si possono trovare praticamente ovunque, ma basta guardare poco più in là del nostro naso, o provare ad indagare un po’ più a fondo sul livido che la nostra compagna di nuoto ha sull’addome.

La prima volta che ho visto una scena di violenza sulle donne, stavo guardando “Pomodori verdi fritti alla fermata del treno”. Volevo talmente bene a Ruth che mi ero infuriata come una bambina grande per l’occhio nero che suo marito le aveva fatto, e per la spinta giù dalle scale che le aveva riservato. Lungi da me il pensare che potesse accadere anche nella vita vera, era una cosa da film, come il lieto fine. E’ bastato qualche anno, per accorgersi che non era così.

obrmilanoE’ nel giorno dell’amore, che tante voci si alzano verso il cielo per dire Basta, e si colorano di rosso, come la passione, e nero, come l’ oblio. Tutto questo deve finire, ma le prime a dover far sentire la voce siamo noi. Ribelliamoci a chi non ci considera come esseri umani, ma come oggetti.

Le storie di violenza vengono tenute nascoste, quasi fossero le donne a doversi vergognare per quello che hanno subito. Il dolore più grande, è doversi svegliare ogni mattina e vedere al tuo fianco colui che tanto ami, diventare colui che tanto odi.

Nella serata del 14 Febbraio, giorno del flash mob, Sheyla Bobba, creatrice, volto e penna di Senza Barcode ha incontrato a Boccea le organizzatrici. A breve l’intervista.

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