Caso dei marò: dal dramma alla farsa con le dimissioni di Giulio Terzi

Giulio Terzi D'AgataAncora una volta il caso dei marò scuote il mondo intero, questa volta però lo sgomento è soprattutto in patria dove i risvolti della vicenda colgono di sorpresa le cariche dello Stato e le nostre istituzioni. Lo sgomento è per la decisione di Giulio Terzi D’Agata di dimettersi dalla carica di Ministro degli Esteri, perché contrario al rientro in India dei due marò. Ricordiamo infatti che Palazzo Chigi, pur avendo espresso in un primo momento con fermezza la volontà di mantenere in patria i due ufficiali, tornati in Italia grazie ad una licenza, la seconda dopo quella natalizia, per le elezioni politiche, comunicava poco tempo dopo, per l’esattezza il 21 Marzo, con un brusco contrordine il loro rientro in India.
Giulio Terzi D’Agata giustifica così le sue dimissioni durante il suo intervento al termine dell’audizione riguardante i marò, che si è tenuta alla Camera dei Deputati ieri 26 Marzo:

“Ero contrario a rimandare in India i marò, ma la mia volce è rimasta inascoltata. Mi dimetto perchè per 40 anni ho ritenuto e ritengo oggi in maniera ancora più forte che vada salvaguardata l’onorabilità del Paese, delle forze armate e della diplomazia italiana.Mi dimetto perché solidale con i nostri due marò e le loro famiglie”

Scende il gelo dei deputati nella Camera, mentre prende la parola il ministro della difesa Giampaolo di Paola per controbattere:

“Sarebbe facile oggi lasciare la poltrona, ma non sarebbe giusto e non lo farò. Non abbandonerò la nave in difficoltà con Massimiliano e Salvatore fino all’ultimo giorno di governo, verrei meno al senso del dovere delle istituzioni che ho sempre servito e alle scelte del governo che ho condiviso.”

Prese di posizione diverse, stesse motivazioni: l’uno si dimette, l’altro rimane, entrambi per dimostrare solidarietà ai marò. C’è chi definisce Terzi un irresponsabile e le parole più dure negli interventi che si susseguono spettano a Lapo Pistelli del PD che definisce le dimissioni di Terzi

l’8 Settembre del governo tecnico, un governo la cui pagina a questo punto non dispiace affatto voltare” .

Segue l’irritazione del Colle e lo sconcerto di Mario Monti, il quale proprio in mattinata aveva presenziato ad una riunione con i ministri Terzi e Di Paola, senza nulla sospettare. Dopo errori di valutazione, contrordini ed incerte manovre viene scritto un nuovo capitolo della tormentata vicenda dei marò con un bisticcio tra tecnici sul quale il presidente del consiglio, assunte nel frattempo le funzioni del ministero degli esteri ad interim, è stato chiamato a riferire. Intanto il “Fatto Quotidiano” titola “Dal dramma alla farsa” e per il quotidiano “Le Monde” Mario Monti è morto in Europa. Parole forti che sottolineano come, tentando la carta del governo tecnico, l’Italia non sia affatto riuscita a riguadagnare il prestigio che aveva perso in Europa e che aveva assolutamente bisogno di riconquistare. L’unico dato certo è che la debacle del governo uscente non fa altro che accelerare la crisi italiana e l’urgenza di un nuovo governo politico. Proprio nel giorno in cui Bersani inizia le consultazioni con le forze politiche, la necessità diventa più che mai quella di fare in fretta.

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