CasaPound, dibattito con la LID. Padri separati

DIEGOcasapoundAl dibattito che si è tenuto l’8 Febbraio a Casapound, sul Diritto di Famiglia e i Padri Separati hanno partecipato Simone Di Stefano candidato di Casapound alla regione Lazio, Marino Maglietta che è uno dei padri della legge sull’Affido Condiviso, Diego Sabatinelli segretario della LID e l’avvocato Alessandro Gerardi esperto di Diritto di Famiglia.

Simone di Stefano è stato il primo a intervenire specificando il ruolo di Casapound nell‘assistenza sociale ai padri separati, i più colpiti nelle vicende della separazione coniugale, sempre tenendo presente che – non è una questione di “generi” ma di cercare di rendere il processo della separazione il più sereno possibile – sia per la coppia che per gli eventuali figli. Lo Stato per Di Stefano deve intervenire non cercando a tutti i costi di tenere insieme la famiglia, costringendo magari due persone che non vogliono più condividere la loro vita a farlo per forza, ma lo Stato deve riconoscere che le famiglie mono – genitoriali sono ormai un dato di fatto e regolarsi di conseguenza. La casa è il punto fondamentale su cui si batte Casapound perché è il luogo dove può rinascere il rapporto padre – figlio diviso la maggior parte delle volte dalle controversie burocratiche, e sempre i padri sono purtroppo coloro che restano senza un’abitazione che viene affidata alla madre, quindi lo Stato deve concedere al padre il diritto di entrare almeno in graduatoria per avere un alloggio popolare.

Marino Maglietta sottolinea come la sua idea si distanzia dal concetto di famiglia mono – genitoriale perché si parte dal presupposto che il bambino ha dei diritti – e il primo diritto che ha è quello di un rapporto equilibrato con entrambe i genitori – il collocatario non c’è, di conseguenza anche il discorso della casa si pone in maniera diversa, come anche – il diritto di visita – è contestato da Marino Maglietta, tutti e due i genitori devono avere pari diritti sul bambino. Termina dicendo: “sono d’accordo di sollecitare le istituzioni a mettere a disposizione degli alloggi, ma il tutto dovrebbe essere inserito in una premessa di carattere un po’ diverso”.

L’intervento di Diego Sabatinelli cerca di porre l’accento anche su altri temi fondamentali alla questione come l’affidamento condiviso e il divorzio breve, comprese le coppie di fatto, arrivando alla conclusione che – questo Paese, evidentemente, necessita di una riforma globale del diritto di famiglia – . Un’Italia che, rileva Sabatinelli, paga ancora in retaggi culturali di un passato che ci ha portato ad avere una visione della famiglia che non è più quella degli anni 60’, 70’ del secolo scorso, una famiglia patriarcale. Per quanto riguarda la casa famigliare, Diego Sabatinelli come Radicale, ricorda come loro presentarono in Regione una norma a sostegno dei coniugi separati che poi diventò un emendamento a una finanziaria, ma i soldi che erano stati stanziati e di quello che era scritto in quell’emendamento della finanziaria sono scomparsi nei meandri della giunta Polverini. In conclusione afferma, Sabatinelli che: “Se non si affronta quel nodo della discriminazione – riferendosi alla questione padre/ madre – a livello legislativo e con una riforma globale in Italia non si va da nessuna parte”.

Alessandro Gerardi ci tiene a sottolineare la totale assenza del Diritto di Famiglia in questa campagna elettorale, e ricollegandosi al discorso di Sabatinelli rileva come l’ultima riforma del Diritto di Famiglia risale al 1975, nel corso di quarant’anni il nostro Paese è cambiato, i costumi sono cambiati e di conseguenza si presume che le leggi debbano adattarsi a questi cambiamenti. Si sofferma poi sulle lunghe pratiche del divorzio che rendono l’Italia uno dei Paesi più arretrati sotto questo punto di vista, tanto che negli ultimi anni è aumentato il fenomeno di molte coppie che si trasferiscono in altri paesi Europei per accelerare le pratiche di Divorzio, e nonostante questo nessun partito politico italiano è riuscito a proporre una legge tale da risolvere questo problema.

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