Bomba su treno Roma-Avezzano. Ma era falso allarme

Lunedì 07 ottobre, nel pomeriggio la Stazione Tiburtina ha vissuto momenti di panico. Una telefonata anonima ha segnalato la presenza di un ordigno esplosivo all’interno di un treno diretto ad Avezzano, creando il caos fra i pendolari. Sul posto si sono catapultati artificieri e squadre cinofile, che hanno setacciato il convoglio alla ricerca della presunta bomba. La polizia è intervenuta per evacuare velocemente il treno, la cui partenza era programmata per le 17:33.

Bomba su treno Roma-Avezzano. Ma era falso allarme

La telefonata intimidatoria è giunta al 113, causando blocchi e rallentamenti nelle corse in partenza sulla linea Fr2. Il responsabile di quello che si è poi rivelato un falso allarme, è stato un uomo che ha riferito di essere un italiano disoccupato di mezza età. Secondo le sue dichiarazioni avrebbe posizionato una bomba all’interno della seconda carrozza diretta in Abruzzo, in preda alla disperazione per la propria condizione lavorativa. Secondo le verifiche del caso, la chiamata è stata effettuata da una cabina antistante la Stazione Tiburtina, ma l’uomo non è stato identificato. La Polfer e la polizia hanno effettuato i controlli sul mezzo e gli artificieri hanno poi perlustrato tutti i vagoni per scongiurare il pericolo di un’imminente esplosione.

Dopo la bonifica il treno è ripartito per le 18:55 e anche le altre corse sono tornate libere di circolare. Insomma, qualche disagio e tanta paura, ma la situazione si è risolta nel migliore dei modi.

Ora viene da chiedersi se la fatidica telefonata anonima sia stata un semplice scherzo poco divertente, o se all’interno di quella cabina si sia trovato un uomo davvero disperato. Un pazzo? In ogni caso resta difficile giustificare il suo gesto e la conseguente volontà di spaventare passeggeri che poco c’entrano con le proprie tribolazioni lavorative. Ma di questi tempi non è facile giudicare, considerando l‘alto tasso di disoccupazione che ci attanaglia. Una disoccupazione che fa pressione non solo sui giovani, ma anche su quelle persone che a 50 anni e più si ritrovano a dover sostenere una famiglia senza più uno stipendio.

Sono stati attimi di terrore ieri per i pendolari e i numerosi studenti che effettuano il quotidiano viaggio verso la Marsica. Non è certo un augurio di buon rientro a casa ricevere la notizia di un pericolo bomba sul proprio treno. Ma per sdrammatizzare si potrebbe pensare al lato “positivo”: questa volta su Trenitalia uno degli innumerevoli ritardi è avvenuto per un valido motivo!

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