BlackBerry nei guai: la società sul viale del tramonto?

Blackberry è nei guai: oltre ai numerosi debiti, l’azienda dovrà affrontare anche una class action riguardante i titoli in Borsa.

BlackberryNon è sicuramente un bel periodo per l’azienda della “mora nera”. Qualche anno fa la società (allora denominata RIM) era una tra le leader del settore smartphone, in concorrenza esclusivamente con Apple visto che il Sistema Operativo Android era ancora agli albori. I telefonini prodotti dalla società canadese rappresentavano una soluzione altamente professionale in ambito lavorativo, soprattutto grazie alla sua tastiera Qwerty (prima dell’implementazione del touch screen) e ai servizi di messaggistica avanzati, supportati da un hardware intuitivo e funzionale; storica, in tal senso, l’introduzione del led di notifica sulla parte superiore dello Smartphone, che in futuro avrebbe fatto la fortuna anche dei telefonini progettati per Android.

L’ingresso di nuovi concorrenti su mercato, che di fatto montano proprio Android, ha però destabilizzato il mercato, ponendo Blackberry in una posizione di notevole svantaggio. L’azienda, ora denominata BlackBerry Limited, ha cominciato a perdere colpi, ed ora si ritrova indebitata fino al collo. Nei mesi precedenti s’è verificata una vera e propria “ecatombe” all’interno del personale, con il licenziamento di circa 4.500 dipendenti; il secondo trimestre dell’esercizio fiscale, tra l’altro, si chiuderà con una perdita di 950 milioni di dollari su ricavi per 1,6 miliardi.

Un annuncio shock, che ha fatto crollare inevitabilmente i titoli in Borsa, nonostante le promesse: al lancio del BlackBerry Z10, infatti, l’azienda aveva pronosticato una vera e propria “riscossa finanziaria”, aumentando i prezzi dei titoli proprio in previsione di questa ipotetica “ripresa”. Invece niente: le perdite sono risultate sempre più consistenti, e adesso gli azionisti che hanno puntato su BlackBerry sono pronti alla carica. L’azionista Marvin Pearlstein ha infatti presentato al tribunale federale di New York una class action contro la società canadese, rea di aver “gonfiato i prezzi dei titoli dipingendo prospettive rosee per la linea di BlackBerry Z10”. Pearlstein e i migliaia di azionisti che egli sta rappresentando hanno comprato tali azioni nel periodo temporale compreso tra il 27 settembre 2012 e il 20 settembre 2013, e adesso BlackBerry dovrà rispondere a queste pesanti accuse.

La situazione potrebbe però presto risollevarsi: diverse società, di fatto, sarebbero interessate all’acquisto di BlackBerry, tra cui Google, Cisco, LG, Intel e Samsung, ma per ora non sembra essersi realizzato nulla di concreto, anche a causa delle difficili condizioni economiche in cui versa l’azienda canadese, problematiche che stanno portando tutte le dirette interessate all’acquisto ad un clamoroso “dietro-front”, che di fatto rischierebbe seriamente di condannare BlackBerry ad un triste declino. Quale sarà il futuro dell’azienda? Riuscirà a riproporsi prepotentemente sul mercato? Ai posteri l’ardua sentenza.

Giuseppe Senese

Sono un laureando in Scienze e Tecnologie Informatiche, che nutre anche numerose passioni come la musica, il cinema e il calcio. Adoro il Rock Progressivo degli anni 70' (soprattutto quello britannico e quello italiano) e sono un tifoso sfegatato del Napoli.

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