Berlusconi leader indiscusso può vincere la sfida?

Berlusconi leader indiscusso del centrodestra è ancora possibile, ma deve esserci senza alcun timore un cambio di rotta più netto.

La partita per il prossimo governo, e la governabilità, si giocherà su più tavoli. Sfumato il Partito della Nazione che avrebbe avuto sulla carta un ampio margine di voti ma forse non la disponibilità degli elettori, rimangono poche strade percorribili. Stante l’attuale legge elettorale la strada renziana dovrà guardare molto più a sinistra. Sempre che gli accordi siano ancora possibili. Il sogno di Renzi  è un grande listone grazie all’aiuto di Giuliano Pisapia, ma il modello Sicilia è naufragato. E c’è già chi sta pensando al dopo Pisapia. Fiutato il pericolo è lo stesso ex sindaco di Milano a mettere le mani avanti:«Mai in un listone nazionale con il Pd».

«In Sicilia non ci sono le condizioni minime per sostenere il candidato dei dem Fabrizio Micari». Sono due dei concetti che in queste ore Giuliano Pisapia va ripetendo ai suoi fedelissimi come riporta La Stampa. Semmai se ne riparla dopo il voto, ma dopo il voto i giochi sono fatti.

Minniti e migranti il grande scoglio

Già abbiamo scritto che la campagna elettorale si concentrerà sulla questione immigrazione. Un errore imperdonabile per la politica. In primo luogo perché renderà ancora più aspro il confronto già abbastanza disgustoso sulla pelle dei disperati. Secondo perché radicalizzerà ancora di più le posizioni e le soluzioni da adottare. Ad oggi lo schieramento a favore dell’accoglienza è in netta difficoltà davanti all’opinione pubblica. E si sta ghettizzando sempre più a sinistra. Sembra difficile, se non impossibile, far convivere nello stesso schieramento personalità come Minniti con chi lo accusa di inerzia, se non complicità, per quanto avviene in Libia.

Cinque Stelle in crisi con se stessi

Leggendo gli ultimi sondaggi l’ostacolo all’avanzata dei Cinque Stelle sono proprio i Cinque Stelle. Se non avessero una tendenza quasi masochistica al suicidio politico si potrebbe dire che c’è una strategia in tutto questo. Purtroppo non è di strategia che si parla ma di incompetenza. Anche nella comunicazione. Sembra folle dirlo per chi ha scalato il successo grazie alla comunicazione. Ma il problema è proprio nell’espansione della galassia. Per ricoprire ruoli importanti, soprattutto sul territorio, servono persone capaci che hanno esperienza alle spalle. Un esperienza che non si può acquisire poggiandosi su figure esterne che si portano dietro un bagaglio culturale pregresso, spesso anche dubbio.

È lo scotto che devono pagare movimenti politici in veloce ascesa che non hanno potuto formare adeguatamente negli anni una valida classe dirigente. Il gap si può sempre superare, ma è la struttura del MoVimento che non è in grado di anticipare i tempi non avendo strutturata quella che una volta si chiamava ideologia, e che oggi potremmo chiamare idee. Il MoVimento assomiglia ancora troppo ad un calderone dove ognuno può riversare quello che vuole. Dalle frustrazioni alle intuizioni geniali, solo che le prime sono ovviamente preponderanti. Di geni ne nascono pochi ma di frustrati ne è pieno il mondo. Se non si pone un argine con attenta selezione il destino è segnato.

Berlusconi leader indiscusso può vincere la sfida?

Berlusconi si gioca una porzione di leadership nel centrodestra in Sicilia. Ma non sarà sufficiente! Ci vuole anche un veloce cambio di passo sul programma. Berlusconi leader deve rispolverare il programma del ’94 per non farsi schiacciare troppo a destra. Dovrà riequilibrare l’asse di una eventuale coalizione che ambisce a vincere spostandosi su battaglie più liberali. La sua forza è ancora la capacità di parlare al tessuto economico e sociale del Paese. Dall’economia alla giustizia. Insomma, i fondamentali per un partito liberale di massa. Sia Salvini che la Meloni non hanno nessuna possibilità di aprire quel fronte, e senza accordi finiranno nel ghetto dell’estremismo di destra. Una lista di Berlusconi autonoma, con questa legge elettorale, può ottenere una percentuale di voti indiscutibilmente alta e non avrebbe rivali a parlare con chiunque.

Un candidato di forte credibilità nazionale ed internazionale incontrerebbe il favore ad ogni livello per porre ordine al caos post elettorale che si verrà a creare. Berlusconi, nonostante tutto, nel bene e nel male potrebbe nuovamente essere il futuro del nostro Paese ottenendo ciò che a Renzi non è riuscito

Diego Sabatinelli

Dal ’95 letteralmente “batto le strade” di Roma per promuovere le iniziative nonviolente radicali, a partire dalla raccolta firme su 20 referendum che si svolge proprio quell’anno… http://www.diegosabatinelli.it/index.php/chi-sono

Cosa ne pensi?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: