Amnistia, dimenticanza di 67000 detenuti

amnistiaAmnistia è una parola che deriva dal greco e significa “dimenticanza” applicata a livello giuridico significa appunto “estinzione del reato e della pena” e quindi nella rinuncio dello Stato a perseguire determinati reati. In Italia l’amnistia era una sorta di grazia che il re poteva concedere in base ai poteri che lui stesso possedeva, successivamente con l’avvento della repubblica questo potere è passato al capo dello stesso e alle varie forze politiche che lo sostengono, dal 1992 questo potere passa al parlamento, per lungo tempo l’amnistia è stato uno strumento usato per sfoltire la sovrabbondanza di detenuti nelle carceri, ma ora non è più così.

L’Italia regge il primato per il quinto anno consecutivo del paese con il maggior numero di sentenze della Corte europea per i diritti dell’uomo rimasti inapplicati, tutto questo non può che riflettersi nella realtà sempre più affollata del mondo penitenziario, ma non solo dei detenuti, che oramai sono a quota 67.000 ma anche su tutti i dipendenti delle carceri che si trovano a vivere in queste vere e proprie “catacombe” senza poter fare nulla, infatti negli ultimi dieci anni sono stati registrati più di 600 suicidi tra detenuti e dipendenti.

La lentezza della giustizia  italiana ha portato alla creazione di una vera catena di reati impuniti di cui il 50% non sono nemmeno reati perché il detenuto risulterà innocente e quindi nell’attesa di una sentenza ovvia milioni di persone sono costrette a rimanere imprigionate nei tuguri nel nuovo millennio in una totale mancanza di igiene e di tutela della persona, sotto gli occhi del mondo politico e religioso che spende troppe buone parole ma non troppi buoni fatti.

Colui che invece da anni continua a battersi per far sì che tutto questa disumanità si converta nel suo contrario è Marco Pannella fondatore del Partito Radicale, insieme ai radicali uniti infatti ha portato avanti la battaglia per un’amnistia contro le condizioni dei detenuti nelle carceri italiane attraverso un lungo sciopero della fame – il più lungo – durato dal 20 Aprile al 19 Luglio 2011, il 30 agosto 2012 si è invece tenuta la “grande battitura della speranza” una manifestazione di ripresa della lotta per l’amnistia e la riforma della giustizia, speranza quindi una parola che sottolinea nel vivo il coinvolgimento di Pannella il quale afferma :

Non mi batto per il detenuto eccellente, ma per la tutela della vita del diritto nei confronti del detenuto ignoto, alla vita del diritto per il diritto alla vita.

Al fianco di Pannella e del Detenuto Ignoto Rita Bernardini e Irene Testa. rita-bernardini-testa-blog

Ricordo che l’amnistia in Italia è prevista dall’art. 79 della Costituzione, e normata

dall’articolo 151 del codice penale, il quale recita:

L’amnistia estingue il reato e, se vi è stata condanna fa cessare l’esecuzione della condanna e le pene accessorie. Nel concorso di più reati, l’amnistia si applica ai singoli reati per i quali è concessa.L’estinzione del reato per effetto dell’amnistia è limitata ai reati commessi a tutto il giorno precedente la data del decreto, salvo che questo stabilisca la data diversa. L’amnistia può essere sottoposta a condizioni o ad obblighi.L’amnistia non si applica ai recidivi, nei casi previsti dai capoversi dell’articolo 99 Codice Penale, né ai delinquenti abituali, o professionali o per tendenza, salvo che il decreto disponga diversamente.

 

 

 

 

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