Dalla luna al vento, una silloge che unisce paesaggi e biografia emotiva con lessico nitido e ritmo misurato. Marinella Brandinali torna a Casa Sanremo Writers.

Tempora” mette al centro una domanda antica: come si misura il tempo quando non lo si riduce all’orologio? Il prologo rifiuta la gabbia delle scadenze. Restituisce alle maree, alla luna e alle stagioni il compito di orientare il respiro. La lingua è diretta, figurativa, affidata a immagini che cercano il corpo. La ciclicità attraversa i testi: presagi d’inverno, autunni nelle vene, brine, nebbie, piogge continue. L’acqua domina come elemento del divenire. Il mare racconta storie.

Le onde sono ritmi interni, non solo scenario. Il paesaggio non fa da cornice; partecipa agli stati dell’animo. Le figure familiari emergono per tocchi minimi. Il “ritornare bambino” si lega al profumo dell’erba tagliata. La maternità e l’amore si scrivono nel gesto più che nella dichiarazione.

Il tema della radice ricorre come compito

“Sono terra che cerca la terra”: la voce pronuncia appartenenze e distanze. La foresta offre riparo. Il muschio ricopre tronchi e memorie. Le libellule specchiano la luce. Le lune sostengono le veglie. L’immaginario celeste contrappunta quello terrestre. La silloge alterna scorci ampi e dettagli tattili: sabbie, rami, resine, mirto, sandalo. La natura non consola in modo automatico. Richiede pazienza, postura, ascolto. Il dolore non viene sceneggiato. La frase breve lo tiene in mano con fermezza. Dove l’eros appare, lo fa con precisione sensoriale. Mai con compiacimento. Il lessico rimane accessibile. L’immagine cerca la concretezza prima dell’allegoria.

Il libro annota ferite e resistenze. La perdita affiora senza enfasi. Le lacrime scorrono come “righe parallele” e lavano la pelle. La voce conosce l’uragano che ritorna. Lo riconosce e lo lascia transitare. La memoria ha qualità materica: pietre, polveri, foglie ingiallite. Il tempo si deposita sul volto. Segna e salva. Tra i testi, l’identità femminile avanza per stratificazioni. Bambina, donna, madre, “arcaica e smarrita”. Ogni figura convoca un gesto. Ogni gesto restituisce una stagione.

L’alfabeto delle stagioni

Dal moto cosmico scendono piccole pratiche: respirare, lavare, riscrivere. La silloge intreccia “azioni lente” e immagini nitide. La conchiglia, la chiave, la lanterna: oggetti di soglia che aprono varchi nel quotidiano. La notte non è solo buio. È un laboratorio di voci. I silenzi hanno timbro e sostanza. Il mattino è “ancora silenzio”, prima che il mondo si riaccenda. L’io prova a dire “questa sono”, scegliendo verbi essenziali: sono, voglio, credo, amo. La copertina digitale di Sheyla Bobba allinea grafica e tema: soglia, luce, durata. “Tempora” è tra i titoli selezionati per la vetrina letteraria di Casa Sanremo Writers 2026, e segna un traguardo significativo: la decima pubblicazione di Marinella Brandinali.

L’approdo nel salotto culturale di Casa Sanremo durante il Festival della Canzone Italiana, porta questa partitura di immagini a un pubblico trasversale che riconosce nel ciclo stagionale una grammatica condivisa.

Consigliato a: chi cerca poesia di paesaggio e corpo, orientata a cicli, soglie e piccole rinascite; a chi desidera una lingua chiara che regge emozioni e tempo.

By SenzaBarcode Redazione

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