Anna D’Auria a Casa Sanremo writers

Anna D’Auria, bentornata su SenzaBarcode.it dove già abbiamo potuto leggere un tuo articolo, anche in quella occasione ti eri occupata di donne.

Di donne, donne curde, parla anche Mala jin. Tulipani nel cemento, il libro, edito da Albatros il filo, selezionato per la vetrina di Casa Sanremo writers. Perché, Anna D’Auria laureata in lettere classiche e docente di latino e greco al liceo classico Plinio Seniore di Castellammare di Stabia, scrive della difficile vita delle donne curde?

Grazie, buon pomeriggio a te! ‘’Mala Jin. Tulipani nel cemento’’ si inscrive in una narrativa di impegno sociale a cui mi dedico da tempo al fine di informare e sensibilizzare i lettori su problematiche attuali, poco attenzionate, poco sentite ma che ci riguardano da vicino.

Il velo dell’indifferenza e del silenzio, che accompagna il dramma di intere etnie, come quella curda, va squarciato, in primis, attraverso l’attenzione.

“Sono Lale, ho otto anni. Il mio nome è il nome dei Tulipani. non ho più rivisto mia madre. la sua carezza sul mio volto, la sera prima di addormentarmi, mi sembra di sentirla ancora sulla pelle. Quel calore inconfondibile che ti rassicura in ogni difficoltà…”

 Così si apre il primo capitolo, e riporta alla data del 20 settembre 2012, ma non è il capitolo che apre il libro, vi è Infatti il capitolo 0 che parla di Doris e del 28 aprile 2015.

Dunque, Anna, ci vuoi raccontare la struttura, l’ambientazione e lo svolgimento di questa storia?

Il romanzo intreccia due filoni tematici principali:la ricerca di un senso di identità da parte dei minori non accompagnati che vivono in un paese straniero e il dramma di un intero popolo, i curdi, che cerca di difendere il proprio diritto all!esistenza. Una storia individuale e una collettiva che si intersecano. La storia di Doris coincide con quella del suo popolo. Una vicenda personale che diventa occasione per una riflessione critica sul presente e in particolare sulla tragica realtà dei conflitti etnici e della violenza di genere.

Una storia che inizia dall’Italia e si concluderà in Turchia, dove le donne sono bambole di carta, fragili, pronte ad essere strappate in mille pezzi dalla mano dei miliziani ma al contempo diventano tulipani nel cemento, resilienti alle asperità della vita e per la loro forza d’animo eterne nella memoria di tutti.

“Qui sarai ben accolta. Siamo donne emancipate, impegnate a tutti i livelli della società”… 

Ancora un estratto dal tuo libro che assume un ritmo differente cambiando totalmente ambientazione, scenografie e suoni… dove ci porti?

Nel cuore dell’Anatolia, nella Mala Jin, la casa delle donne, un ambiente inclusivo, antisessista, creato dalle donne curde per tutelare e sostenere tutte le donne in difficoltà, ferite dalla vita e dalla mano dell’uomo.

La prosa si alterna alla poesia, due linguaggi per te complementari e congeniali allo sviluppo dell’ opera. In questo caso, la poesia è una cornice o un’aggiunta indispensabile alla storia?

Non è una semplice cornice ma un quid significativo che rende più intenso e autentico il significato che il libro vuol tramettete, altresì accentua l’intensità emozionale percepita dal lettore.

Qual è il tuo obiettivo? A livello letterario e sociale?

Contribuire a scuotere le coscienze, a suscitare nei lettori un esercizio di riflessione sul presente.

Tre parole chiave per descrivere Casa Sanremo writers, per te!

Emozioni, Gratificazioni, Gioia

Anna D’Auria, a Casa Sanremo writers il 9 febbraio. L’Agenzia di promozione è SBS Comunicazione.

Per acquistare il libroPer conoscere meglio Anna.

Sheyla Bobba

Sheyla Bobba, classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. Nello stesso anno, la collana editoriale SenzaBarcode prende una forma concreta, alla fine dell'anno successivo ha in catalogo 14 titoli, la collaborazione con CTL Editore diventa più solida e performante. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. Le presentazioni dei libri aumentano a dismisura: online e offline, interviste per la WebRadio, articoli, vere e proprie conferenze, convegni e dibattiti. Gli autori emergenti hanno ormai un ruolo di primissimo piano nelle mie attività. Nel 2022 chiudiamo l'Associazione culturale SenzaBarcode e SBS Comunicazione è diventato ormai una realtà affermata, riferimento di Autori emergenti. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.sbscomunicazione.it - www.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it - www.libri.senzabarcode.it

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