Arte e Cultura

Intervista a Franco e la Repubblica dei mostri

Su tutte le piattaforme digitali per l’etichetta Accannone Records Buchi Neri, il nuovo singolo di Franco e la Repubblica dei mostri.

Sonorità ricercate e contemporanee fanno da colonna portante ad un pezzo pensato per essere assaporato lentamente, un brano dolorosamente viscerale che rappresenta un vero e proprio specchio dell’epoca post-pandemia. Ne abbiamo parlato con la band

Qual è stato il momento in cui avete capito che era ora di dar vita al vostro progetto musicale?

Il progetto si è formato gradualmente, è nato successivamente alla stesura di quello che è stato il nostro primo album “La Repubblica dei Mostri”, la prima volta che abbiamo sentito di essere una band probabilmente è stato con il nostro primo live all’ Ohibò di Milano nel 2016.

Come sentite di essere evoluti da quando avete cominciato a fare musica ad oggi?

Sicuramente si è evoluto il nostro sound, siamo tutti più consapevoli di ciò che ci piace e cosa no, abbiamo lavorato nel cercare di valorizzare tutte le diverse anime del progetto, tutti hanno il giusto spazio per esprimersi.

Viviamo in un periodo storico drammatico e questo emerge moltissimo nel vostro ultimo singolo “Buchi Neri”. Qual è secondo voi il ruolo dell’arte, e della musica in particolare, in momenti come questi?

Per noi suonare e scrivere canzoni è un’esigenza, lo facciamo spinti dal bisogno di comunicare: stati d’animo e sensazioni, attraverso storie vissute o semplicemente immaginate… è una terapia fare musica così come può esserla ascoltarla.

Che musica state ascoltando in questo periodo?

Wilco, Radiohead, Blur, Gorillaz, Tame Impala, The National, Iosonouncane…

C’è un artista con cui vorreste condividere il palco?

Suonare con i Verdena sarebbe bellissimo.

Cosa ne pensi?

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