Coronavirus: eState in sicurezza?

Le vacanze estive sono appena giunte al loro epilogo, ma i comportamenti da adottare sono stati diversi quest’estate. Parliamo di stabilimenti balneari.

Le regole per andare al mare quest’anno sono state meno restrittive specialmente a seguito delle pratiche messe a punto dal Governo nella massiva campagna vaccinale. Le regioni sono riuscite al novantesimo minuto a strappare quella agognata dicitura di zona bianca tanto da permettere agli stabilimenti balneari (a tutt’oggi la prima preferenza per godere delle ferie) di riaprire e permettere l’accoglienza nella proprie strutture ai bagnanti.

Questo successo però non deve dimenticare gli sforzi ottenuti dai titolari degli stabilimenti per riuscire ad assicurare la salvezza della stagione: misure quali il distaziamento degli ombrelloni (almeno 10 metri cubi per ogni ombrellone), il rilevamento della temperatura all’entrata e di accedere ai suddetti stabilimenti tramite prenotazione online.

In compenso, benchè si siano visti ben pochi turisti stranieri, la stagione può essere considerata parzialmente salva e quello che preoccupa è un nuovo problema: l’erosione del suolo costiero

Non è un problema solo del litorale di Ostia (che già stima più di 500 mila euro di interventi) poiché nei prossimi anni andrà ad interessare gran parte dei litorali italiani. Questa azione distruttiva operata dal mare, si esplica attraverso una serie di processi che comprendono la degradazione operata dalle acque marine al contatto con le rocce ed i sedimenti dei litorali.

Legambiente ha già lanciato l’allarme dicendo che il 50% delle nostre spiagge è soggetto a erosione, in 50 anni persi in media 23 metri di profondità di spiaggia su 1750 km di litorale. Questo disastro, oltre ad essere paesaggistico, è anche economico e sociale per tutti quegli imprenditori che hanno attività sul mare.

Un’adeguata conoscenza delle molteplici fenomenologie che caratterizzano i nostri litorali è indispensabile per procedere alla realizzazione di interventi strutturali che producano risultati soddisfacenti nella difesa di questo fenomeno.

E non dimentichiamoci che questi imprenditori, oltre a non guadagnare più quanto in passato per rispettare i nuovi distanziamenti tra ombrelloni, si vedranno privati anche di spiaggia dove ospitare nuovi bagnanti. Inizierei a pensare a come porre rimedio in vista della prossima stagione estiva.

In foto il pontile di Ostia di Giulia Vinci.

Giulia Vinci

Giulia Vinci nasce a Roma nel 1990, dove attualmente vive e lavora come ricercatrice e responsabile eventi scientifici e di divulgazione culturale del GREAL (Geography Research and Application Laboratory) presso L’Università Europea di Roma. Collabora con numerose attività italiane e straniere, partecipando in sinergia a progetti internazionali di valorizzazione del territorio e del patrimonio culturale. Ama viaggiare, la storia e…le nuove sfide!

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