Pollak, UNOE: turismo, “guardare avanti”

UNOE ha partecipato, attraverso il suo presidente, Alessandro Pollak, all’evento dell’Associazione Internazionale dei Cavalieri del Turismo su invito del presidente stesso dell’Associazione, Pietro Piccinetti.

Per L’Italia. 100 giorni dalla ripartenza del turismo: fatti, idee e progetti”. Questo il titolo del convegno cui hanno  partecipato, tra gli altri,il ministro del Turismo Massimo Garavaglia, la presidente di Federturismo Confindustria Marina Lalli, il presidente dell’ENIT Giorgio Palmucci, la presidente Federcongressi&Eventi Alessandra Albarelli, il direttore Convention Bureau Italia Tobia Salvadori.

Il quadro ci parla di un turismo internazionale in crescita del 32% rispetto al 2020. Se però ci confrontiamo con il 2019 ci accorgiamo che i turisti stranieri sono in calo del 70,6%, mentre gli italiani segnano un -35,4%. La perdita nella spesa è di 32 miliardi di euro di cui 22 sono imputabili alla mancanza di turisti stranieri che si riflette, moltissimo, anche sul mondo degli eventi.

Il ministro del turismo Massimo Garavaglia ha sottolineato l’asset incredibile dell’Italia “Siamo il paese più cliccato al mondo ma non siamo il paese più visitato al mondo, il nostro compito, dunque, è quello di migliorare la qualità e le quote di mercato. Dobbiamo allargare nello spazio e nel tempo l’offerta turistica, perché non abbiamo solo i grandi attrattori, Milano, Venezia, Napoli, ma un intero Paese, e abbiamo sempre più destagionalizzare”. Secondo il ministro il percorso migliore è quello che passa attraverso l’innovazione e il moltiplicarsi  dell’offerta turistica.

Pietro Piccinetti presidente dell’Associazione Internazionale Cavalieri del Turismo, ha fatto una fotografia di questa pesante eredità del Covid, lasciando però aperte le porte a spunti e idee dei più importanti attori del comparto. Nel salutare il presidente UNOE, Pietro Picinetti ha sottolineato di essere particolarmente contento che UNOE fosse presente: “Alessandro Pollak rappresenta un’associazione nata dalla crisi con un forte spirito di unione”.

“Il nostro è un settore complesso e variegato – ha detto nel suo intervento Alessandro Pollak – dove si trovano migliaia di tipi di imprese.

Oltre le grandi Fiere B2B, le convention aziendali, il wedding, c’è un mondo di esperienze che crea fatturato”. In Italia ci sono 712.000 imprese dirette coinvolte negli eventi che dal primo lockdown fino a 100 giorni fa non hanno lavorato.

Non si trattava di un solo codice ATECO o di un sostegno di qualcuno a scapito di un altroha dichiarato Pollak dentro UNOE confluiscono organizzatori di piccole fiere, mostre mercato, imprese che svolgono attività di supporto a eventi dal vivo, organizzatori di piccole  sfilate di moda,  eventi sportivi, gruppi di animazione, associazioni di hobbistica, collezionismo, e Proloco”.

Ci sono persone che lavorano tutto l’anno alla celebrazione del Santo Patrono, alle Mostre Mercato di antiquariato, di artigianato, di prodotti tipici locali. Professionisti che allestiscono, smontano, smaltiscono rifiuti, e ancor prima fanno progetti per vincere bandi, dedicandosi spesso anche a riqualificazioni urbanistiche dei luoghi che li ospitano.

“L’eccellenza, anche in questo settore, fa le differenza. È grazie ad aziende come quelle confluite in UNOE che i territori diventano poli attrattivi”

ha aggiunto il presidente dell’Unione Nazionale Organizzatori Eventi il quale, a 100 giorni della riapertura, parla di “vero debutto, perché spazzati i sostegni guarda oltre, per la sua esistenza futura che non può che essere in rete per avere una rappresentanza istituzionale e una voce che merita di essere ascoltata, perché genera volumi di affari importantissimi, turismo e indotto sul territorio”.

Pollak ha ricordato che gli organizzatori di eventi sostengono artigianato, tipicità, prodotti DOP e IGP, e che sono portatori di qualità, tradizione, diversità nel mercato globalizzato.

“Pensiamo solo allo street food gourmet italiano pluripremiato,  ai wine taste festival che danno spazio alle start up di settore, agli artigiani ormai fuori dalle botteghe storiche che non hanno altro spazio che quello offerto da noi” ha detto ricordando anche città europee che stanno facendo delle mostre mercato poli attrattivi con visite guidate, soprattutto in Spagna.

“L’Italia gode di un momento di massima visibilità positiva in Europa. Non nascondiamo la nostra cultura tradizionale, esaltiamola- ha concluso Pollak – organizzare un evento è un lavoro e noi, da italiani, vogliamo solo lavorare, adeguandoci alle norme, tranne quelle che ci impediscono di farlo”. 

SenzaBarcode Redazione

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