Musei: allestimenti virtuali o reali?

L’esperienza di visita nei musei con l’arrivo della pandemia è cambiata, è stata resa digitale, ed i musei, per non perdere credibilità e visitatori da tutto il mondo, hanno creato all’interno del proprio sito un sistema di “virtual tour”.

Questo sistema è stato creato non solo per la rappresentazione delle sale dei musei, ma anche per gli allestimenti che si sarebbero dovuti tenere all’interno degli stessi, difatti la programmazione va di anno in anno. Con le riaperture il pubblico si è spaccato a metà. Si sta quindi cercando non solo di promuovere la visita in presenza, ma si cerca di renderlo sempre più partecipe e centro stesso del museo, facendo toccare “dal vivo” tutti quei reperti che prima erano rimasti per troppo tempo ancorati al passato.

Con l’ausilio della tecnologia infatti è anche possibile arricchire le mostre e rendere il passaggio meno brusco di quanto sia stato sotto pandemia

Ecco dunque apparire libri che è possibile girare tramite touch screen, schermi per immergersi nei quadri e così via. Sia i piccoli comuni che le grandi città hanno subito colto l’importanza del ritorno alla creazione di un allestimento museale di successo, progettando gli spazi in maniera efficiente e curando ogni dettaglio per offrire al pubblico un’esperienza che sia coinvolgente e sicura al tempo stesso.

L’aspettativa dei turisti adesso è di trovare una rinnovata struttura con dei nuovi sistemi che abbiano un occhio di riguardo all’inclusività, ai più piccoli e a chi ha scarsa mobilità, restituendo al museo il suo ruolo di servizio alla società che conserva la storia per lo studio e l’educazione alla cultura.

La progettazione di un allestimento museale richiede sensibilità, esperienza, studio, ingegneria, architettura, comunicazione, marketing e tante altre capacità che abbiano come scopo quello di veicolare un messaggio culturale in modo efficace e coinvolgente.

La determinante di una buona progettazione è la user experience, per fare in modo che il visitatore sia promotore dell’allestimento stesso

Ultimo punto, ma non meno importante, è quello dello storytelling, cioè scegliere il modo più efficace di raccontare quella storia e spiegare il perchè una storia che magari fino a quel momento non era stata ritenuta degna di nota meriterebbe invece uno spazio più che dignitoso…
Nonostante il difficile ritorno alla normalità certe mostre ci danno modo di esprimere la nostra creatività e caparbietà nel non smettere mai di ricercare e di creare nuovi meravigliosi scenari.

Foto di Hermann Traub da Pixabay

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Giulia Vinci

Giulia Vinci nasce a Roma nel 1990, dove attualmente vive e lavora come ricercatrice e responsabile eventi scientifici e di divulgazione culturale del GREAL (Geography Research and Application Laboratory) presso L’Università Europea di Roma. Collabora con numerose attività italiane e straniere, partecipando in sinergia a progetti internazionali di valorizzazione del territorio e del patrimonio culturale. Ama viaggiare, la storia e…le nuove sfide!

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