Il controllo parentale

Applicazioni spia VS controllo parentale. Social media, mondo virtuale e sicurezza. Conosciamo il parental control.

L’uso incontrollato dei social media e delle applicazioni dedicate esclusivamente ai minori crea un mondo virtuale parallelo spesso poco conosciuto dai genitori che per legge, ai sensi dell’art. 2048 del vigente Codice Civile, hanno la responsabilità in educando dei propri figli e si trovano a rispondere per i danni da loro causati ad altri soggetti mediante il risarcimento.

Che i genitori siano responsabili in solido con i minori anche per gli illeciti commessi dai propri figli anche attraverso l’uso distorto dei social media e delle App, è ormai  stato confermato più volte da diverse sentenze di Merito e di Cassazione che hanno più volte ribadito la colpa in educando di quei genitori che non si attivano per controllare ed educare le nuove generazioni sempre più tecnologiche.

Questo non significa che il genitore deve mettere in atto delle azioni controllanti, ossessive oppure oltremodo esagerate verso i propri figli negando loro categoricamente l’uso dello strumento tecnologico e dei social, ma piuttosto, che deve attivarsi affiche – come insegna loro il modo corretto di utilizzare la forchetta o attraversare la strada -, crescendo riesca ad acquisire una corretta educazione digitale che lo porti ad interagire con consapevolezza, educazione e legalità nel mondo virtuale.

Questo affacciarsi con gradualità al mondo virtuale del minore può diventare un percorso che il genitore intraprende anche attraverso l’attivazione dei filtri famiglia che sono già impostati all’interno dello strumento tecnologico che consegna al proprio figlio minorenne.

Impostare un controllo parentale ormai e diventato veramente “un gioco da ragazzi”

tanto che basta andare nelle impostazioni generali di sistema e cliccare sull’apposita icona per settare le impostazioni che il genitore reputa idonee e sicure per le sue ideologie educative. Queste limitazioni possono esser applicate anche sul canale “Youtube” e le più famose applicazioni usate dai minori come per esempio Tik Tok ed Instagram.

Ovviamente, per essere uno strumento veramente efficace, la scelta dell’attivazione del controllo parentale come percorso educativo deve essere discusso  e spiegato al minore che deve comprendere per quali ragioni il genitore opta per alcune scelte e quali sono i motivi per cui vengono limitati alcuni siti ed alcune applicazioni rendendolo a sua volta protagonista della propria educazione digitale onde evitare inutili incomprensioni volte ad “aggirare” l’ostacolo con metodi che gli consentono di bypassare l’attivazione dei settaggi o addirittura di toglierli in piena autonomia.

Il controllo parentale però non ha nulla a che vedere con l’istallazione delle SpyApp ovvero delle App che si scaricano su cellulare o personal computer e rendono possibile a chi le istalla di avere un dettagliato controllo da remoto di tutte le azioni, i contatti e gli spostamenti della persona controllata senza che questa ne abbia consapevolezza.

Purtroppo queste applicazioni sono molto difficili da riconoscere

in quanto vengono pubblicizzate come utili strumenti per ritrovare il dispositivo smarrito, avere dei report dettagliati delle attività in rete, registrare telefonate o memorizzare chat o impostare piccoli comandi da remoto per interagire con il dispositivo prescelto. Queste applicazioni possono essere utilissime se usate per se stessi ma oltremodo dannose ed al limite della legalità se istallate di nascosto su un dispositivo altri per monitorare la sua vita quotidiana. Utile ricordare e portare all’attenzione circa il fatto che alcune di essere si sono rivelate molto pericolose in quelle relazioni ossessive e controllanti e più volte messe al centro di quei comportamenti illeciti che rientrano negli atti persecutori che se perpetrati attraverso l’uso della tecnologia diventano cyberstalking.

È dunque doveroso ribadire che il controllo parentale rientra nella responsabilità educativa che l’adulto ha nei confronti del minore ma che questa non può superare il limite dettato dall’uso a sua volta distorto di specifiche applicazioni che hanno uno scopo prevalente di controllo anziché quello pedagogico –educativo di ausilio all’uso della tecnologia ed alla navigazione nel web.

Lo scopo principale nell’attivare il controllo parentale deve essere quello di educare e preparare il minore ad un ingresso graduale nel mondo virtuale così come lo si accompagna a prepara al’ingresso della società adulta e nel mondo del lavoro mediante l’educazione scolastica e le buone norme sociali.

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Fiorella Mandaglio

Fiorella Mandaglio, nata a Erba è una giurista appassionata del mondo digitale su cui si specializza. Da anni collabora con diversi Istituti Scolastici e promuove progetti per la formazione ed il contrasto al Bullismo, Cyberbullismo e Violenza di Genere. Autrice di “Storie di Lupi Moderni” inserito nella categoria Formazione dal Servizio Scuola Studi ed Università – Progetto “Leggere nei Bibliopoint” dell’istituzione Biblioteche di Roma Capitale “Bibliografia Young Adult” pensata ad uso di insegnati bibliotecari e ragazzi.

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