Chi è Borat?

Borat è un personaggio di immaginazione che con la sua comicità irriverente, sopra le righe e volgare ha fatto aprire gli occhi al mondo, per ben due volte, sugli Stati Uniti. Un personaggio assurdo che fa ridere ma anche pensare.

Nato in una famiglia di ebrei ortodossi, Sacha Baron Cohen muove i suoi primi passi nella televisione inglese con Ali G. Si tratta di un personaggio che stereotipizza il fenomeno rapper e gangster che esisteva ai margini delle grandi città, americane e inglesi in particolare. Come loro utilizza un linguaggio scorretto grammaticalmente e pieno di frasi fatte che diventano prive di senso decontestualizzate dall’ambiente di strada in cui sono nate. Il personaggio intervista gente ignara della natura comica della situazione, che prende per vero il finto rapper.

Tende a partire con domande banali che fanno abbassare l’attenzione all’intervistato, per poi incalzarlo in dialoghi di natura estremamente stupida che disorientano la vittima la quale risponderà confusa e ciò innescherà un circolo vizioso di situazioni comiche e assurde, soprattutto grazie alla capacità di improvvisazione di Sacha Baron Cohen (questo stile è stato ripreso recentemente da Valerio Lundini in Rai).

Il secondo personaggio creato da Baron Cohen è Borat, un giornalista televisivo kazako sessista, infantile ed antisemita, anche lui ideato per il Da Ali G Show

Tipicamente Borat si approccia al mondo occidentale (in particolare l’Inghilterra e gli USA) con le proprie convinzioni e pregiudizi di uomo ignorante e del centro Asia, che crede nella stregoneria e nell’imparità di genere, portando a situazioni comiche e grottesche con le persone con cui interagisce, le quali non hanno idea che si tratti di uno scherzo. Attraverso Borat viene dimostrato come le persone tendono a respingere le idee che non condividono, marcando il fatto di essere nel giusto in quanti cittadini occidentali, ma si svela invece che esattamente come Borat anche esse vivono di pregiudizi e luoghi comuni, non meno sbagliati di quelli del giornalista kazako.

Nel 2006 esce “Borat – Studio culturale sull’America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan” che riceve un ottimo successo di pubblico e critica (Baron Cohen vince il Golden Globe come miglior attore in una commedia e la sceneggiatura viene candidata al Premio Oscar).

Quest’anno è uscito il seguito “Borat – Seguito di film cinema” che racconta la pandemia di Covid-19 e l’ascesa della destra estremista di Trump negli USA. Per distribuire la pellicola Amazon Prime Video ha pagato 80 milioni di dollari, accontentando così Sacha Baron Cohen che voleva distribuire a tutti i costi il film prima delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d’America del 2020.

Giovanni Salomi

Giovanni Salomi è nato a Busto Arsizio il 12 febbraio 2001. Studente di cinema presso il DAMS di Bologna. Fin da piccolo appassionato di cinema, ha sempre studiato con interesse tutto ciò che sta davanti e dietro le quinte. Dal 2016 al 2020, scrive presso il portale “L’Informazione” con la rubrica “Il film del fine settimana”, nella sezione “Conoscere e sapere”, in cui presenta le pellicole del momento. Per tre anni, co-presenta un programma radiofonico, “B-Movie”, insieme a Giovanni Castiglioni, dove approfondisce e discute le ultime novità nel mondo del cinema. Per svariati anni ha collaborato con i cinema della zona di Busto Arsizio (ha lavorato presso il Teatro Sociale ed il Cinema Lux).

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