Cronaca

Spreco alimentare, Slow Food e biodiversità

A Disputandum Serena Milano, Segretario Generale della Fondazione Slow Food per la biodiversità Onlus. Dallo spreco al riuso.

Il sistema alimentare mondiale produce circa il 29% delle emissioni di gas serra. Un terzo del cibo prodotto viene sprecato, l’Europa è responsabile di circa il 14% di questo sperpero e la maggior parte di questo avviene durante la preparazione. Molto cibo si spreca durante la produzione, la raccolta, il trasporto o lo stoccaggio. Aumentano così i costi per l’acquisto d’ingredienti che in parte non verranno neppure utilizzati. Anche queste le analisi della Fondazione Slow Food per la biodiversità Onlus.

In gran numero questo cibo diventa un rifiuto senza una seconda vita, diversamente da quanto avviene, ad esempio, per la plastica come abbiamo visto con il progetto Snews e la responsabile Lara De Angelis. Recentemente Candy Valentino ci ha raccontato della lotta allo spreco e del Festival della Sostenibilità 2020, con Re Cook Show e gli sprechi alimentari, tenutosi a Roma il 24 ottobre. Oggi con Serena Milano Segretario generale della Fondazione Slow Food per la biodiversità Onlus approfondiamo l’argomento spreco alimentare e riuso del cibo. 

“La Fondazione è un pezzetto dello Slow Food che coordina, dal 2003, tutti i progetti dell’associazione nel mondo a tutela della biodiversità. Progetti con piccoli produttori, con pastori, pescatori e contadini. Questo perché il concetto di biodiversità che interessa Slow Food è molto ampio, biodiversità significa la diversità della vita a più livelli. Si va da quello infinitesimale dei microrganismi, alle specie e varietà vegetali sino agli ecosistemi. Anche una biodiversità culturale fatta di sapere, tecniche e conoscenze e di culture locali. Noi abbiamo iniziato a catalogare, per cercare poi di salvarle con azioni concrete, tante varietà di frutta e di verdura che stavano scomparendo, ma anche tante razze animali legate a produzioni agroalimentari molto interessanti… Anche salumi, formaggi, pani perché è meno noto il tasso di scomparsa di queste produzioni, non ci sono statistiche come invece esistono sulle risorse genetiche…”.

Tanti progetti e approfondimenti

Invito a visitare il sito della Fondazione dove si possono trovare, oltre a interessanti approfondimenti come spiegava il Segretario generale Serena Milano, anche diverse informazioni su quello che può fare ogni singolo cittadino per limitare al massimo possibile il fenomeno dello spreco alimentare, che potrebbe tuttavia non essere un fenomeno squisitamente casuale. “Lo spreco alimentare non è un danno collaterale del sistema” spiega Serena Milano “è proprio connaturato. Il sistema alimentare attuale ne ha bisogno. Ha necessità di produrre sempre di più e quindi ha bisogno anche di questa parte come per tutto il sistema economico attuale. C’è bisogno che la gente compri, butti via, cambi e ricompri. Non è quindi un incidente di percorso è proprio l’obiettivo, la natura stessa di questo sistema.”

Il consiglio di Slow Food è quello d’intervenire a monte, al momento della spesa acquistando solo ciò che realmente necessario, prediligendo una filiera corta ed evitando, ovviamente, di buttare il cibo quando è ancora utilizzabile. L’alleanza proposta dalla Fondazione ai cuochi guarda in questa direzione. “Si tratta di una vera e propria Alleanza, un patto di solidarietà tra cuochi e produttori. I cuochi dell’Alleanza sono dei veri e propri attivisti, militanti del cibo buono, pulito è giusto. Sono attenti alla scelta delle materie prime, lavorano direttamente con i prodotti del loro territorio, stabiliscono proprio delle relazioni di amicizia di conoscenza e anche di solidarietà… Sui menù dei cuochi dell’Alleanza non c’è solo l’indicazione del ingrediente. C’è il nome e il cognome del produttore, c’è la descrizione, insomma sono degli educatori, non soltanto dei cuochi…”.

Il progetto dell’Alleanza è internazionale, racchiude nella sola Italia oltre 300 cuochi che hanno fatto una scelta ben precisa in nome e per conto della biodiversità sostenibile.

Sheyla Bobba

Classe 1978. Appassionata di comunicazione e informazione fin da bambina. Non ha ancora 10 anni quando chiede una macchina da scrivere come regalo per il sogno di fare la giornalista. A 17 anni incontra un banchetto del Partito Radicale con militanti impegnati nella raccolta firme per l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti e decide che avrebbe fatto comunicazione e informazione, ma senza tesserino. Diventa Blogger e, dopo un po’ d’inchiostro e font, prende vita il magazine online SenzaBarcode.it Qualche tempo dopo voleva una voce e ha creato l’omonima WebRadio. Con SBS Comunicazione e SBS edizioni si occupa di promozione editoriale e pubblicazione. Antipatica per vocazione. Innamorata di suo marito. Uno dei complimenti che preferisce è “sei tutta tuo padre”.

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