We are Who we Are è sottovalutata?

La domanda della settimana per l’uomo che sussurrava alle cineprese è: We are Who we Are è sottovalutata?

Assolutamente si, We are Who we Are è sottovalutata. Benché i nomi coinvolti (Luca Guadagnino alla regia, Paolo Giordano, autore de La Solitudine dei numeri Primi, alla scrittura e Jack Dylan Grazer nel cast) la serie Sky-HBO, in USA ha registrato degli ascolti bassissimi. Il primo episodio, andato in onda il 14 settembre, ha registrato lo 0,02% e l’ultimo solamente lo 0,01% (con 58 000 telespettatori). Parlando delle origini della serie We are Who we Are, il regista ha spiegato come “I produttori Lorenzo Mieli, Paolo Giordano e Francesca Manieri avevano sviluppato l’idea di una serie sulla vita e sulla fluidità di genere nei teenager dei sobborghi americani di oggi. Me ne hanno parlato, e la prima cosa che ho detto è stata che mi interessava poco l’argomento di partenza. (…) Ho proposto il mondo dei militari. Tanto tempo fa avevo avuto una splendida conversazione con Amy Adams – uno dei privilegi del mio lavoro è poter parlare con questi grandi attori – e lei mi aveva raccontato di aver passato parte della sua giovinezza a Vicenza, in una base militare in Italia. Collegando i pensieri, ho creato quest’immagine nella mia mente”.

Come in altri lavori di Guadagnino anche qua vediamo particolare attenzione all’attualità (vedi in Chiamami col tuo nome i riferimenti alla cultura pop italiana degli anni ‘80 ed in Suspiria viene raccontato il cosiddetto Autunno tedesco). In questa serie viene raccontata l’ascesa di Donald Trump negli Stati Uniti e di come fra i suoi supporter fossero presenti anche afroamericani e omosessuali.

We are who We are è una serie attuale che racconta l’adolescenza in maniera interessante

“Quando avevo 14 anni, ero profondamente insoddisfatto dalla mia incapacità nel capire come mettere in atto i grandiosi piani che avevo fatto per me. Sapevo cosa volevo, non sapevo come raggiungerlo. Alla fine, capii che non avevo proprio idea di cosa volevo veramente! (…) C’è solo la curiosità, il desiderio, la capacità di sperimentare. Ogni giorno sembra una lotta tra la vita e la morte. È una cosa splendida di quell’età”. Questi sono i motivi per cui Guadagnino si è concentrato su quest’età.

Infine, il regista ha affermato come Sky ed HBO gli abbiano lasciato completa libertà creativa (anche per quanto riguarda la nudità). “ La HBO è stata fantastica nel sostenere le mie scelte. Possono sembrare scelte provocatorie o radicali, ma le vedo come organiche e naturali. Comunque, la nudità c’è sempre stata nei miei film. È una parte della vita. Siamo nudi parte della giornata, e parte della giornata siamo vestiti. Ho sempre pensato che fosse importante restituire quella condizione dell’essere umani”.

Non a caso in questi giorni è stata annunciata una nuova miniserie di Guadagnino per HBO: Brideshead Revisited (con Andrew Garfield e Rooney Mara).

Giovanni Salomi

Giovanni Salomi è nato a Busto Arsizio il 12 febbraio 2001. Studente di cinema presso il DAMS di Bologna. Fin da piccolo appassionato di cinema, ha sempre studiato con interesse tutto ciò che sta davanti e dietro le quinte. Dal 2016 al 2020, scrive presso il portale “L’Informazione” con la rubrica “Il film del fine settimana”, nella sezione “Conoscere e sapere”, in cui presenta le pellicole del momento. Per tre anni, co-presenta un programma radiofonico, “B-Movie”, insieme a Giovanni Castiglioni, dove approfondisce e discute le ultime novità nel mondo del cinema. Per svariati anni ha collaborato con i cinema della zona di Busto Arsizio (ha lavorato presso il Teatro Sociale ed il Cinema Lux).

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