Recensione Sei personaggi in cerca d’attore

Dopo il lockdown siamo in sala, con le restrizione e forse un po’ di iniziale disagio. Siamo tornati a Teatro con Sei personaggi in cerca d’attore!

Uno dei settori maggiormente colpiti dall’emergenza COVID-19 è senza di dubbio quello dello spettacolo: cinema, teatri e sale da concerto, infatti, hanno chiuso i battenti per mesi ed anche ora faticano a ripopolarsi, fra restrizioni e paure. È quindi un piacere doppio, dopo tanto tempo, tornare finalmente assistere ad uno spettacolo dal vivo; immaginiamo peraltro di non essere i soli, dato che anche gli attori vivranno certamente questo rientro in pista come una vera e propria liberazione!

Per festeggiare il ritorno, abbiamo occasione di prender parte alla rappresentazione di Sei personaggi in cerca d’attore, commedia scritta e diretta da Emilia Miscio ed interpretato dalla Compagnia Teatrale Sogni di Scena. Lo spettacolo, che si svolge a pochi passi dal Vaticano, nella piccola ma confortevole cornice del Teatro degli Eroi, doveva debuttare nella Capitale a marzo, ma è stato rimandato a causa della pandemia ad una invero freddina sera di fine settembre.

Facendo il verso alla celebre opera pirandelliana, l’opera costituisce un surreale, ma spassoso esperimento di metateatro

una compagnia di attori, pochi minuti prima dell’entrata in scena, viene sconvolta dal malore di uno dei protagonisti, impossibilitato per questo a prender parte alla rappresentazione;. Vistisi perduti, i nostri reclutano in fretta e furia il fonico, che millanta di conoscere a memoria le battute del defezionante, inviando al contempo la regista ad occuparsi di suoni e luci.

Il risultato, naturalmente, è disastroso e lo spettacolo, che dovrebbe inscenare un giallo vintage sulla scia delle opere di Agatha Christie, si trasforma in uno sforzo sfibrante per i poveri attori: i nostri sono infatti costretti, mentre tentano di inscenare il thriller, a combattere la… scarsa propensione attoriale e la pessima memoria del fonico, ma anche la totale incapacità alla consolle della regista, che usa in maniera tragicomica luci e suoni.

Il detective (interpretato dal bravissimo Simone Giulietti), che dovrebbe nel suo ruolo mantenere l’eleganza di un Hercule Poirot, finisce quindi più volte per perdere le staffe alla maniera di un Nico Giraldi, mentre il fonico ricorda l’irresistibile Gigi Proietti di Un’estate al mare

Riuscire a conoscere il nome dell’assassino di turno, dunque, passa decisamente in secondo piano rispetto al vedere cosa si inventeranno gli interpreti (tutti doppiamente bravi, faticheremmo ad indicare un/a preferito/a!) pur di tappare la numerosissime falle di una replica drammatica. Vivere davvero una simile esperienza deve senza dubbio costituire l’incubo per eccellenza per ogni attore!

Il pubblico, pur poco numeroso a causa della capienza limitata del teatro, gradisce parecchio la rappresentazione ed in sala si sentono frequentemente risate ed applausi. Del resto c’è tanta voglia di sorridere in questo periodo ancora buio per molte persone, quindi siamo davvero grati a questo gruppo di bravi attori per la bella serata, il cui unico difetto è quello di trascorrere troppo rapidamente. Auguriamo alla Compagnia Teatrale Sogni di Scena tante, tantissime repliche… possibilmente senza dover reclutare il fonico all’ultimo momento!

Andrea Barricelli

Andrea Barricelli nasce a Roma nel 1990, dove vive e lavora come avvocato. Appassionato di storia e letteratura, ha pubblicato due libri, intitolati "Dominio" e "Troiade", quest'ultimo con la collana editoriale SenzaBarcode.

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