Marco Ulpio Traiano

È paradossale, ma su Marco Ulpio Traiano, uno dei più grandi imperatori della storia di Roma, non abbiamo moltissime fonti: nasce molto probabilmente il 18 settembre del 56 ad Italica, odierna Siviglia.

Marco Ulpio Traiano riceve un’istruzione di elevata categoria e nel 75 o nel 76 si sposa con Pompeia Plotina, una donna colta ed intelligente con cui, purtroppo, non riuscirà mai ad avere figli. Fa rapidamente carriera nell’esercito ed è fra coloro che aiutano Domiziano a sedare la rivolta di Saturnino; negli anni 90 si trova probabilmente sul confine germanico e nel 98 riceve la notizia della morte di Nerva, dal quale era stato adottato poco prima.

Traiano ha 45 anni quando diventa Imperatore, quindi, pur essendo ancora giovane, non è più un ragazzino: sa quindi che deve rimboccarsi le maniche per lasciare un segno sulla storia di Roma e riuscirà, per la fortuna sua e dell’Impero, a farlo praticamente sotto ogni punto di vista: per ciò che concerne gli affari interni, Traiano crea un clima di grande collaborazione con i senatori, affidando loro spesso incarichi di prestigio, ma punendoli severamente in caso di malgoverno.

Dal punto di vista giudiziario, proibisce le denunce anonime, si adopera per diminuire i tempi dei processi e proibisce le condanne in assenza di prove schiaccianti

Per quanto riguarda l’aspetto economico, Traiano restituisce i beni confiscati ai nemici politici di Domiziano, concede frequenti distribuzioni al popolo; favorisce il ritorno in Italia di coloni, dando loro i mezzi economici per intraprendere l’attività di agricoltori e facendo versare loro parte del raccolto per ripagare il prestito ricevuto. Rivolge inoltre grande attenzione ai giovanissimi ed alle fasce più disagiate istituendo l’Institutio Alimentaria, con la quale fornisce sostentamento ai poveri impiegando parte delle proprie risorse economiche personali. Inoltre, con un gesto più propagandistico che altro, ma molto efficace ciò nondimeno, fa bruciare i registri delle tasse arretrate.

Sotto il profilo urbanistico, Traiano promuove la costruzione di grandi opere pubbliche in tutto l’Impero ed in particolare in Italia; mostra poi grande attenzione per l’ampliamento della rete idrica non solo a Roma, ma anche nelle provincie. A Roma, poi, negli anni finali del proprio principato, fa edificare un immenso foro con un’area destinata al commercio, i celeberrimi mercati traianei che ancora oggi possiamo ammirare lungo Via dei Fori Imperiali. In ambito religioso Traiano mostra grande tolleranza, pur continuando a punire, come tutti i suoi predecessori, coloro che rifiutano di riconoscere l’autorità centrale romana, in particolare i cristiani,

Traiano è poi l’ultimo grande conquistatore della storia di Roma

fra il 101 ed il 106 sottomette la Dacia del bellicoso re Decebalo (impresa impressa sulla Colonna Traiana), poi rivolge la sua attenzione ad Oriente: dal 113 in poi Traiano conquista l’Armenia e si spinge nel cuore del regno dei Parti, conquistando Babilonia, Seleucia e la capitale Ctesifonte, fino a portare il confine imperiale sul Golfo Persico, con la conquista di buona parte dell’odierno Iraq. In questo momento, l’Impero romano si estende per 4,4 milioni di chilometri quadrati. Traiano vorrebbe andare ancora oltre, inseguendo i nemici ancora verso più in là, ma subisce una prima importante battuta di arresto a Hatra; nel 116, poi, si ammala gravemente: gli storici si arrovellano da tempo su quale malattia abbia contratto l’Imperatore: alcuni parlano di un ictus, altri di una malattia infettiva, altri ancora di idropisia, un accumulo di liquidi nel corpo.

Quale che sia la malattia, l’8 agosto del 117, a Selinunte, Traiano muore all’età di 64 anni. Con lui, come detto, se ne va uno dei più grandi imperatori della storia di Roma, uno statista lungimirante ed un grande generale, non a caso considerato già in vita un Optimus Princeps.

Andrea Barricelli

Andrea Barricelli nasce a Roma nel 1990, dove vive e lavora come avvocato. Appassionato di storia e letteratura, ha pubblicato due libri, intitolati "Dominio" e "Troiade", quest'ultimo con la collana editoriale SenzaBarcode.

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