R.C. Auto. Risarcimento diretto. Parte 3

Continuiamo lo studio della polizza R.C. Auto. Questa settimana, all’AssiCuraTime. Parliamo della procedura di risarcimento diretto.

Con il nostro presente settimo appuntamento da inizio dell’AssiCuraTime, siamo giunti infine al nucleo caldo della valutazione del danno alle persone e il danno biologico. L’art. 138 del Codice delle Assicurazioni che fa riferimento al danno biologico per le lesioni di non lieve entità, prevede che per le lesioni di grave entità con Invalidità Permanente pari o superiore al 10% debba essere predisposta una specifica tabella unica nazionale che dovrà essere utilizzata per la liquidazione del danno biologico compreso tra il 10% e il 100%.

Tale tabella unica su tutto il territorio della Repubblica oltre ad indicare tra dieci e cento punti per menomazioni all’integrità psico-fisica, provvede alla predisposizione del valore pecuniario da attribuire a ogni singolo punto di invalidità comprensivo dei coefficienti di variazione corrispondenti all’età del soggetto leso.

La tabella unica nazionale è redatta, tenuto conto dei criteri di valutazione del danno non patrimoniale di non lieve entità ritenuti congrui dalla consolidata giurisprudenza di legittimità, secondo i seguenti criteri e principi:

  • agli effetti della tabella, per danno biologico si intende la lesione temporanea o permanente all’integrità psico-fisica della persona, suscettibile di accertamento medico-legale, che esplicita un’incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito;
  • la tabella dei valori economici si fonda sul sistema variabile in funzione proprio dell’età e del grado di invalidità;
  • il valore economico del punto è funzione crescente della percentuale di invalidità e l’incidenza della menomazione sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato cresce in modo più che proporzionale rispetto all’aumento percentuale assegnato ai postumi; il valore economico del punto è funzione decrescente dell’età del soggetto, sulla base delle tavole di mortalità elaborate dall’ISTAT, al tasso di rivalutazione pari all’interesse legale;
  • al fine di considerare la componente del danno morale da lesione all’integrità fisica, la quota corrispondente al danno biologico stabilita in applicazione dei criteri di cui alle lettere da a) a d) è incrementata in via percentuale e progressiva per punto, individuando la percentuale di aumento di tali valori per la personalizzazione complessiva della liquidazione;
  • il danno biologico temporaneo inferiore a 100% è determinato in misura corrispondente alla percentuale di inabilità riconosciuta per ciascun giorno.
Qualora la menomazione accertata incida in maniera rilevante su specifici aspetti dinamico-relazionali personali documentati e obiettivamente accertati

l’ammontare del risarcimento del danno, calcolato secondo quanto previsto dalla tabella unica nazionale di cui al comma 2, può essere aumentato dal giudice, con equo e motivato apprezzamento delle condizioni soggettive del danneggiato fino al 30%.

L’art. 139 del Codice delle Assicurazioni per il danno biologico per lesioni di lieve entità, dispone che nel caso di lesioni con Invalidità Permanente inferiore o fino al 9% il danno viene liquidato con un importo crescente in misura più che proporzionale in relazione ad ogni punto percentuale di invalidità applicando a ciascun punto percentuale di invalidità un coefficiente via via più alto. Il valore del primo punto è di 791,95 euro come da D.M. 6/6/2013 emanato ai sensi dell’art. 139 comma 5 del C.A.P., successivamente maggiorato a 795,91 euro e si riduce con il crescere dell’età del soggetto in ragione dello 0,5% per ogni anno di età a partire dall’undicesimo di età.

Per quanto riguarda il danno biologico temporaneo viene determinato in misura corrispondente alla percentuale di inabilità riconosciuta per ciascun giorno. In caso di inabilità temporanea assoluta viene liquidato un importo di 46,20 euro per ogni giorno di inabilità assoluta appunto, mentre per inabilità temporanea inferiore al 100% la liquidazione è in misura corrispondente alla percentuale di inabilità riconosciuta per ciascun giorno.

L’ammontare del danno biologico può essere aumentato dal giudice in misura non superiore ad un quinto

nel caso di danno non patrimoniale per lesioni di lieve entità difatti cioè fino al 20%. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del consiglio dei ministri, su proposta del ministero della salute di concerto con il ministro del lavoro e della previdenza sociale, con il ministro della giustizia e ministro dello sviluppo sociale, si è provveduto alla predisposizione di una specifica tabella delle menomazioni all’integrità psicofisica comprese tra 1 e 9 punti di invalidità. A tutt’oggi tale tabella è quella prevista dal D.M. 3.7.2003. Non si dimentichi comunque che gli importi indicati nel comma 1 sono aggiornati annualmente con decreto del Ministro dello sviluppo economico, in misura corrispondente alla variazione dell’indice nazionale dei prezzi di consumo per le famiglie di operai e impiegati accertate dall’ISTAT.

Per quanto concerne la quantificazione del danno alla persona, non patrimoniale, viene risarcito anche il danno non patrimoniale o danno morale nella quantificazione di una somma che va da ¼ a ½ della somma liquidata a titolo di danno biologico.

Avviandoci alla conclusione, l’art. 140 del Codice delle Assicurazioni

per la ripartizione del massimale per il risarcimento del danno, decreta che qualora i danni complessivi superino il massimale, nell’assicurazione R.C.A. i diritti delle persone danneggiate nei confronti della Compagnia di assicurazione sono in questo caso proporzionalmente ridotti fino alla concorrenza delle somme assicurate. Inoltre viene normato che l’impresa di assicurazione che, decorsi trenta giorni dall’incidente e ignorando l’esistenza di altre persone danneggiate, pur avendone ricercata l’identificazione con la normale diligenza, abbia pagato ad alcuna di esse una somma superiore alla quota spettante, risponde verso le altre persone danneggiate nei limiti dell’eccedenza della somma assicurata rispetto alla somma versata.

Ed ancora è deciso che le altre persone danneggiate, il cui credito rimanesse insoddisfatto o assente, perché ignorata l’esistenza, hanno diritto di richiedere, a chi abbia ricevuto il risarcimento dalla Compagnia di assicurazione, quanto sarebbe loro spettato in base ad una nuova ripartizione.

In ultimo un focus sul diritto di surroga dell’assicuratore sociale. La vittima del sinistro stradale, oltre che agire per ottenere dall’assicuratore il risarcimento dei danni subiti, potrebbe aver diritto alle prestazioni di un assicuratore sociale ad esempio l’INAIL in caso di infortunio in itinere. L’ente gestore dell’assicurazione sociale ha diritto di rivalersi nei confronti del terzo responsabile o della sua Compagnia di assicurazione per il rimborso delle spese sostenute per le prestazioni erogate al danneggiato.

Il diritto dell’assicuratore sociale a surrogarsi nelle spettanze creditorie del danneggiato assistito nei riguardi dell’assicuratore del responsabile civile

è previsto dall’art. 142 del D. Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 ma prima di provvedere alla liquidazione del danno, l’impresa di assicurazione è tenuta a richiedere al danneggiato una dichiarazione attestante che lo stesso non abbia diritto ad alcuna prestazione da parte di istituti che gestiscono assicurazioni sociali obbligatorie. Ove il danneggiato dichiari di avere diritto a tali prestazioni, l’impresa di assicurazione è tenuta a darne comunicazione al competente ente di assicurazione sociale e potrà procedere alla liquidazione del danno solo previo accantonamento di una somma idonea a coprire il credito dell’ente per le prestazioni erogate o da erogare.

Trascorsi quarantacinque giorni dalla comunicazione di cui or ora detto senza che l’ente di assicurazione sociale abbia dichiarato di volersi surrogare nei diritti del danneggiato, l’impresa di assicurazione potrà disporre la liquidazione definitiva in favore del danneggiato. L’ente di assicurazione sociale ha diritto di ripetere dal danneggiato le somme corrispondenti agli oneri sostenuti se il comportamento del danneggiato abbia pregiudicato l’azione di surrogazione. In ogni caso l’ente gestore dell’assicurazione sociale non può esercitare l’azione surrogatoria con pregiudizio del diritto dell’assistito al risarcimento dei danni alla persona non altrimenti risarciti.

Giulia Quaranta Provenzano

GQP è nata l’11 luglio del 1989, ad Imperia. Terminato il Liceo Scientifico G.P. Vieusseux di Porto Maurizio IM, la giovane si iscrive all’UNIGE e nel 2011 consegue la Laurea triennale in Filosofia mentre nel 2014 quella magistrale in Metodologie Filosofiche. Appassionata e costantemente dedita già dall’età di 6 anni alla fotografia, Giulia nel 2018 inizia ad essere protagonista di mostre Collettive e Personali ed ottiene altresì il Diploma quale Critica di arti visive e letteraria. Prolifica poetessa, ha scritto inoltre alcuni brevi romanzi, racconti e saggi editi con il CEI, Aletti Editore, Pegasus Edition ed Articoli Liberi. È nel 2019 che l’entusiasta e vulcanica artista per vocazione e missione – consulente assicurativa invece per professione, intraprende un corso attoriale intensivo con il noto Giuseppe Morrone, punto zero grazie al quale finalmente accarezzata una più profonda e totale, inedita, consapevolezza in maieutico stupore. Per curiosità e domande, scrivere a [email protected]

Cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: Condividi, non copiare!
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: