I Re etruschi. I Tarquini

§.STORIA.§ Gli ultimi Re di Roma, gli etruschi. I Tarquini.

Ci siamo lasciati la scorsa settimana parlando di tre importanti sovrani di Roma antica. Oggi chiuderemo il cerchio parlando degli ultimi tre re, di stirpe etrusca: i Tarquini. Il primo di questi re nasce a Tarquinia da madre etrusca e padre greco, di Corinto.

Il suo nome è Lucumone, che altro non sarebbe che il termine etrusco per sovrano. Poiché in patria, a causa delle sue origini greche, non può ricoprire incarichi pubblici, si trasferisce a Roma con la moglie Tanaquilla, donna estremamente intelligente ed ambiziosa, come vedremo.

A Roma Lucumone assume il nome Lucio Tarquinio e, alla morte di Anco Marzio, convince i comizi ad essere eletto re; uno dei suoi primi atti è quello di aumentare il numero dei Senatori di cento uomini, probabilmente scelti fra i suoi sostenitori. Tarquinio si rivela un ottimo sovrano: fa costruire il Circo Massimo e la Cloaca Massima, dota Roma di una cinta muraria, conduce diverse campagne militari contro i popoli vicini, riportando frequenti vittorie e rimpinguando le casse di Roma.

Dopo trentotto anni di regno, tuttavia, i figli di Anco Marzio

che evidentemente non avevano mai digerito l’esclusione dalla successione regale, compiono un attentato ai suoi danni. A quel punto Tanaquilla fa accorrere il genero, Servio Tullio (anche noto come Mastarna), uomo di umilissime origini e praticamente lo incorona re, dichiarando però al popolo romano che è lo stesso Tarquinio ad averlo indicato come successore.

Nonostante l’irritualità della sua ascesa al trono, anche lui si rivela un eccellente sovrano: una delle sue attività più importanti è il censimento della popolazione romana, formata da circa 80.000 individui da lui suddivisa in cinque classi basate non più sul sangue, ma sulle capacità economiche; ogni classe, pertanto, contribuisce alla vita civile e militare secondo le proprie disponibilità. Oltre a ciò, Servio amplia i domini di Roma a nord, rafforza la cinta muraria iniziata da Tarquinio, dotandola anche di un fossato e vi include Quirinale, Viminale ed Esquilino.

Per evitare di fare la fine di Tarquinio, Servio Tullio dà in spose le sue due figlie proprio ai figli di Tarquinio Prisco, Lucio e Arrunte

Ciò tuttavia non basta, perché sarà proprio Lucio, meglio noto in seguito come Tarquinio il Superbo, a spodestarlo. Grazie al supporto di Tullia Minore, da lui sposata dopo la morte della prima moglie e del fratello, Tarquinio (in seguito noto come Superbo) spodesta il vecchio re, ucciso dalle ruote di un carro guidato da Tullia.

Tarquinio instaura allora un vero e proprio regime di terrore, facendo giustiziare i Senatori fedeli a Servio Tullio, si circonda di soli familiari senza tenere in alcun conto le assemblee ed il Senato. Si rivela tuttavia un buon condottiero, ma nel venticinquesimo anno di regno suo figlio Sesto stupra Lucrezia, moglie del patrizio romano Lucio Collatino, la quale si uccide per l’oltraggio subito. Collatino e Lucio Giulio Bruto, furiosi, giurando vendetta e causano la sollevazione di Roma, che scaccia i Tarquini. A Roma, nel 509 a.C., dopo 244 anni di monarchia, viene dunque proclamata la Repubblica ed i primi consoli sono proprio Bruto e Collatino.

Tarquinio, ad ogni modo, si rifugia presso Porsenna, il lucumone della città etrusca di Chiusi

di lì a pochi anni, scatena diverse guerre per tentare di conquistare Roma, finché viene sconfitto nella leggendaria battaglia del Lago Regillo, presso Monte Compatri. Da lì rinuncerà per sempre al ritorno a Roma e morirà in esilio a Cuma nel 495 a.C., non rimpianto dai suoi ex sudditi.

Andrea Barricelli

Andrea Barricelli nasce a Roma nel 1990, dove vive e lavora come avvocato. Appassionato di storia e letteratura, ha pubblicato due libri, intitolati "Dominio" e "Troiade", quest'ultimo con la collana editoriale SenzaBarcode.

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