Chi sono Ari Aster e Robert Eggers?

Tra i giovani autori più in vista in questi ultimi anni ci sono Ari Aster e Robert Eggers, due cineasti che hanno portato in sala delle perle nel genere horror che hanno fatto innamorare milioni di appassionati.

Ari Aster è un ragazzo di soli 33 anni che, dopo una lunga carriera nel mondo dei cortometraggi, si è fatto notare nella scena internazionale con “Hereditary – Le Radici del male” del 2018. La pellicola ha profondamente scosso il pubblico statunitense. La critica ha lodato l’opera elogiando i toni drammatici della pellicola che ben si mescolano con l’orrore, le intense performance attoriali e l’abile regia usata.

Toni Collette, protagonista e produttrice del film, ha definito Aster il regista più preparato con cui abbia mai lavorato e che la stupenda sceneggiatura l’ha colpita ad accettare il ruolo (benchè avesse ribadito più volte di non voler fare horror). Maniacale è stata la preparazione del film, con l’autore che ha scritto biografie dettagliate dei personaggi per preparare al meglio gli attori. Ogni singola scena del film è ben contestualizzata e non sono presenti riempitivi. Il ritmo è ben calcolato e bilanciato e nulla sembra essere fuori posto. La fotografia, elemento purtroppo dimenticato dai recenti film horror, è eccitante: ogni inquadratura è sempre ispirata e vibrante di emozioni.

La pellicola è un’esperienza molto intensa che non vi lascerà tranquilli per un secondo. Aster ha creato un progetto in cui i protagonisti e lo spettatore sono alle strette, in una situazione di sofferenza.

Dopo 12 mesi, Aster è tornato al cinema con “Midsommar – Il villaggio dei dannati”. Se “Hereditary”

è stato un viaggio unico nel suo genere, con questa pellicola il regista ha fatto un passo in avanti. Sono due opere completamente diverse ma sono molto simili nei toni. Ovviamente anche con questa pellicola, pubblico e critici hanno elogiato la maestria dell’autore. Entrambe le pellicole potete trovarle su Sky e la visione è assolutamente consigliata.

Robert Eggers, ragazzo del ‘83, ha sconvolto il pubblico nel 2015 con la sua opera prima “The VVitch – Vuoi ascoltare una favola?”. La pellicola mischia due livelli di horror: quello psicologico e quello visivo. Il primo mostra come una mentalità chiusa e legata ad una visione della religione così castrante possa far vivere situazioni disperate. La seconda, che esplode nella parte finale, è estremamente ispirata al passato ed ha colpito la cura posta nei piccoli dettagli.

Eggers ha ammesso che le principali ispirazioni della pellicola

sono stati gli scritti del periodo di ambientazione (nel 1630 circa) e le due versioni di “Nosferatu” (la prima del ‘22 di Murnau e la rivisitazione del ‘79 per opera di Herzog).

Nel 2019 è uscita l’opera seconda di Eggers, “The Lighthouse” con Willem Dafoe e Robert Pattinson tra i protagonisti. Sfortunatamente la pellicola non è ancora uscita in Italia.

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Giovanni Salomi

Giovanni Salomi è nato a Busto Arsizio il 12 febbraio 2001. Studente al quinto anno presso il Liceo “Daniele Crespi” Scienze Umane. Fin da piccolo appassionato di cinema, ha sempre studiato con interesse tutto ciò che sta davanti e dietro le quinte. Dal 2016, scrive presso il portale “L’Informazione” con la rubrica “Il film del fine settimana”, nella sezione “Conoscere e sapere”, in cui presenta le pellicole del momento. Dal 2017, co-presenta un programma radiofonico, “B-Movie”, insieme a Giovanni Castiglioni, dove approfondisce e discute delle ultime novità nel mondo del cinema. Da svariati anni collabora con i cinema della zona di Busto Arsizio (per un anno ha lavorato presso il Teatro Sociale ed adesso collabora attivamente al cineforum del Cinema Lux)

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