Anti abbandono bimbi in auto

Seggiolini auto anti abbandono intervista a Giancarlo Piermartiri, responsabile commerciale di Life Care.

Questa norma, sacrosanta per qualcuno delirante per altri, pare cominciare già con il piede sbagliato. Se è vero, com’è purtroppo vero, sia necessario imporre per legge un dispositivo anti abbandono, che avvisi che si sta dimenticando il figlio in auto, è altrettanto vero che questa nuova disposizione non riesce neppure ad entrare in vigore. Difatti, il decreto attuativo, non ha tenuto in considerazione che nessuno dei prodotti attualmente sul mercato rispetta la norma.

Tra comma e moratorie cerchiamo di fare un po’ di chiarezza con Giancarlo Piermartiri che da anni si occupa di dispositivi salvavita. Nell’intervista che segue, per la #WebRadioSenzaBarcode, Piermartiri cerca di fare il punto della situazione partendo proprio dalla norma e dipanando i dubbi tra le tipologie di dispositivo.

Se neppure esistono ancora in commercio seggiolini o dispositivi aggiuntivi per soddisfare la richiesta cosa devono fare i genitori?

Teniamo anche in considerazione che in Italia solo il 48% dei genitori utilizza il seggiolino per auto, meno del 16% di questi è nel sud Italia o nelle isole. Come è possibile far rispettare una norma che non è ancora stata definita, anche se praticamente entrata in vigore?

L’obbligo dei nuovi dispositivi anti abbandono per i bambini è entrato in vigore giovedì 7 novembre, l’incentivo statale si aggira intorno ai €30 anche se in realtà l’esecuzione non è ancora disponibile perché manca il decreto. Dovrebbe arrivare nei prossimi giorni insieme ad una moratoria, grazie a un emendamento preparato dal Partito Democratico, che farebbe slittare la messa in esecuzione fino al 6 marzo 2020.

La sanzione, per chi viene trovato a viaggiare in auto con un bimbo a bordo senza il nuovo dispositivo anti abbandono, va dagli 81 ai 326 euro (56,70 se si paga entro cinque giorni). Decurtazione di 5 punti della patente, ma si può arrivare addirittura alla sospensione da 15 giorni a 2 mesi se si commette più di una volta la stessa infrazione.

Nei prossimi giorni cercheremo di intervistare anche esperti del codice della strada e rappresentanti politici, per comprendere quello che sta accadendo, soprattutto come soddisfare le richieste e viaggiare in sicurezza.

Foto di Rhonda Jenkins da Pixabay

Sheyla Bobba

Classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. A febbraio 2021 compilo questa biografia. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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