Serie A che viene: Roma e Lazio, sogni scudetto lontani

Un posto in Champions sembra già un miracolo. La prossima stagione di Serie A verrà vissuta in maniera completamente opposta a Roma.

Lungo la sponda giallorossa sarà l’ennesima di rivoluzione, con un nuovo allenatore straniero al timone e soprattutto gli addii di Totti e De Rossi a rappresentare un vero e proprio spartiacque rispetto al passato. Sponda biancoceleste invece ecco che Lotito segue la strada della continuità, confermando un Simone Inzaghi che a lungo era stato dato vicino alla panchina della Juventus: persino Tare era in bilico, viste le avance di Maldini per portarlo al Milan. L’unico grosso nome che potrebbe non essere parte della Lazio che verrà, è Milinkovic Savic.

Anche la stagione appena conclusa è stata piuttosto differente

la Lazio ancora una volta si porta a casa un trofeo, quella Coppa Italia che fa il paio con la Supercoppa Italiana alzata al cielo due anni fa e che la rende l’unica squadra che negli ultimi anni ha iscritto il proprio nome nell’albo d’oro per più di una circostanza, rompendo così il dominio della Juventus. Le due squadre proprio in Supercoppa torneranno a sfidarsi, questa volta non a Roma ad agosto ma in inverno in Arabia, coi tanti milioni di euro pronti ad entrare nelle casse della Figc.

Per la Roma invece è stata un’annata da dimenticare

sesto posto in campionato ma soprattutto la chance totalmente sprecata di qualificarsi ai quarti di finale di Champions League, proprio quando il sorteggio degli ottavi era stato benevolo, mettendo di fronte ai giallorossi un Porto certo non insuperabile. Poi l’addio di Di Francesco, ora alla Sampdoria e di Monchi, rientrato al Siviglia. Il resto è storia di questi giorni, di una Roma che riparte da zero e continua a cedere i suoi pezzi pregiati: quest’anno è la volta di Manolas, al Napoli (quindi diretta concorrente) per 34 milioni di euro, poco meno della clausola di 36 fissata da Pallotta.

Le quote scudetto vedono le romane lontanissime dalla lotta per il titolo, sebbene la Roma resti nonostante tutto quella più accreditata come eventuale outsider: i giallorossi sono pagati 29 volte la posta, la Lazio addirittura a 51. Difficile che per le due squadre della Capitale l’obiettivo sia diverso da quello del quarto posto, visto che Juve, Napoli e la nuova Inter di Conte sembrano partire da un livello più alto e decisamente lontano rispetto alle romane.

Per quest’ultime potrebbe profilarsi una lotta a tre per quell’ultimo ambitissimo posto in Champions League, assieme al Milan

senza ovviamente dimenticare lei, la magica Atalanta di Gasperini, pronta a stupire ancora una volta ma che avrà almeno a inizio campionato il lieto intralcio della Champions, per la prima volta nella sua storia.

Il mercato delle romane stenta a decollare, soprattutto in ottica arrivi: se a Roma in cambio di Manloas arriverà Diawara, sponda Lazio le acque sembrano ancora piuttosto ferme. È evidente che tanto dipenderà dalla partenza o meno di Savic, obiettivo numero uno del Paris Saint Germain, che da solo porterebbe nelle casse di Lotito qualcosa come ottanta milioni di euro circa: in questo caso, Tare è pronto a regalare nuovi gioielli e scoperte a Inzaghi, come fatto negli ultimi anni. La certezza di una continuità tecnica è però una base decisamente solida da cui i laziali potranno ripartire, rispetto ai cugini giallorossi.

Curioso sarà testare l’impatto di Fonseca, tattico ed umano, su una piazza bollente e in fibrillazione come quella giallorossa: un’altra stagione fallimentare, la prima senza Totti, non sarà più concessa a Pallotta. Il nuovo arrivato, il ds Petrachi, è subito chiamato agli straordinari.

SenzaBarcode Redazione

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