Corinaldo, Lanterna Azzurra, un mese fa la tragedia

È passato un mese dalla notte in cui 6 persone hanno perso la vita nella locale Lanterna Azzurra di Corinaldo, dove doveva esibirsi il rapper Sfera Ebbasta.

Un mese è già trascorso e ancora tante domande che restano in attesa di una risposta. Parenti e amici che vogliono sapere tutta la verità sulla tragedia che ha strappato sei congiunti dal loro affetto. Le indagini dovranno fare luce su ciò che ha spinto tutti i ragazzi presenti nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo a scappare ammassandosi verso l’uscita. Domani mattina i Ris torneranno nel locale per fare altri rilievi e capire come abbiano potuto rimanere uccise sei persone, di cui cinque minorenni, e ferite più di ottanta. Una serata che doveva essere di divertimento, con l’esibizione del rapper Sfera Ebbasta, si è trasformata in una vera e propria tragedia. Il cantante non è mai arrivato nella discoteca di Corinaldo, anche se sul biglietto c’era scritto che l’esibizione sarebbe iniziata alle 22.05.

Il sospetto è che tutto quel fuggi fuggi sia stato innescato da qualcuno che ha spruzzato spray al peperoncino

Nello specifico ad essere accusato è un diciasettenne di Senigallia che avrebbe innescato la tragedia nella discoteca di Corinaldo. I Ris domani ricercheranno le tracce della sostanza urticante che ha trasformato la Lanterna Azzurra in una trappola. Saranno analizzate le mura, gli impianti e le uscite di sicurezza che non sono riuscite a contenere la folla che intorno a mezzanotte e mezza è impazzita. Una delle due balaustre poste all’esterno del locale, non ha retto, cedendo sotto il peso dei ragazzi. Buona parte dell’indagine si baserà anche sul numero di persone che la notte tra il 7 e l’8 dicembre erano presenti nella discoteca di Corinaldo. Tutta la struttura poteva accogliere meno di 900 persone, ma stando alle testimonianze e alla documentazione raccolta, quella sera erano in circa 1500 dentro alla Lanterna Azzurra.

Giuseppina Gazzella

Classe 1984, marchigiana di nascita, cittadina del mondo per natura. Scrive e canta con la consapevolezza, la voglia e la pretesa di fare meglio ogni giorno, e di crescere sempre, perché sentirsi arrivati equivale all’essere morti.

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