Il mondo della grappa, l’eccellenza tutta italiana

Un’acquavite che nasce nel nostro paese, in Italia, e che per decenni è stata considerata alla stregua di un distillato povero salvo poi diventare uno dei più apprezzati e bevuti al mondo.

È questa la storia particolare della grappa, una acrobazia che l’ha portata da essere messa in disparte ad essere considerata una prelibatezza.

La produzione di grappa inizia secoli addietro, in pieno Medioevo, quando si iniziò a distillare la vinaccia; inizialmente come detto si parlava di una acquavite non destinata ai ceti più abbienti che preferivano i vini pregiati, bensì alle fasce di popolazione più basse. Nel tempo il processo di lavorazione della grappa è mutato ed oggi è in grado di dar vita ad un distillato molto più raffinato rispetto a quei tempi.

Per gli appassionati di questa acquavite

sono diversi i siti dove reperire informazioni in rete così da soddisfare la propria curiosità a livello storico: su Mondograppa.it si parla di grappa a 360 gradi ed in tutte le sue declinazioni, ivi compreso l’Armagnac, particolare distillato di vino noto come la grappa francese in quanto gode della denominazione di origine controllata e nasce nella Guascogna, storica regione del sud-ovest della Francia.

L’Armagnac, così come il Cognac, è una parola che può essere accostata esclusivamente a prodotti francesi che siano tutelati dalle corrispondenti denominazioni di origine; per tutti gli altri distillati di vini che diano prodotti in altre regioni della Francia o all’estero si deve utilizzare la parola brandy.

Tornando alla grappa

ed al suo percorso storico, sempre avvalendoci del supporto del sito Mondograppa.it è interessante scoprire che soltanto nella II Guerra Mondiale il distillato conquistò un posto di una certa importanza tra i prodotti alcolici di consumo in quanto divenne uno dei segreti utilizzati dagli Alpini per superare i pericoli e le difficoltà.  

Tuttavia è solo a partire dal secondo dopoguerra che la società italiana ebbe un periodo di boom economico e si iniziò a cambiare stile di vita, oltre che il modo di vedere la grappa: non più un distillato di secondo piano, per le classi meno abbienti, bensì una acquavite in grado anche di presentare declinazioni morbide e meno aggressive rispetto al passato.  

In epoca moderna è poi partita una produzione su larga scala di una grappa di qualità eccelsa, un fiore all’occhiello per la produzione italiana che è diventata un’eccellenza a livello mondiale.

Ad oggi la grappa è probabilmente il distillato italiano per eccellenza; segno evidente di un deciso cambio di rotta rispetto al passato.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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