Il Mondo a Pezzi di Antonella Privitera

Sabato 1 dicembre alle ore 18 –  Sala Stampa dell’Auditorium Parco della Musica, inaugurerà la mostra personale Il Mondo a Pezzi di Antonella Privitera.

“L’apprensione per un mondo sempre più depauperato dei suoi equilibri -politici, sociali, climatici, economici – è oggi tema diffuso, divenendo argomento imprescindibile nelle conversazioni e nelle riflessioni quotidiane di ciascuno di noi. Si parla delle emigrazioni di massa, del divario sempre più netto tra le fasce di popolazione, delle calamità naturali, delle montagne di fango che letteralmente fagocitano enormi aree urbanizzate e dei fiumi che si riappropriano dei propri letti, degli incendi che devastano migliaia di ettari, dell’inquinamento atmosferico.

E qual è la conclusione? Che il mondo cambia

Che l’inarrestabile corsa verso chissà quale apocalittico traguardo ci terrorizza, ma al contempo ci sentiamo incapaci di formulare soluzioni efficaci. È da qui che prende le mosse la più recente produzione artistica di Antonella Privitera, ed ancora è da qui, da questo Mondo a pezzi, che sembra aprirsi -nonostante tutto- uno spiraglio di luce, di speranza.

Fondamentale iniziare questo excursus dall’opera che dà il titolo alla mostra, in realtà la prima di una nuova serie di lavori, nonché capofila di un inarrestabile processo creativo in cui Antonella ha sviscerato, taglio dopo taglio e bruciatura dopo bruciatura, un tema che ha fatto interamente e profondamente suo e che ha portato alla realizzazione di decine di esemplari, l’uno diverso dall’altro ma tutti parte integrante dello stesso pensiero.

Il Mondo a pezzi le ha così permesso di guardare il nostro pianeta da diversi punti di vista: srotolandolo come fosse un’antica carta geografica, ma anche concentrandosi su singoli continenti o mirando a specifiche aree da angolazioni inusuali, riconsegnandoci -anche concettualmente- un mondo poco “riconoscibile”, proprio perché se la forma rimane invariata – e come potrebbe essere altrimenti? – è l’approccio che cambia.

Ed è proprio questo il punto

riconoscere la nostra realtà come una piccola, infinitesimale parte del tutto e capire, finalmente, che se il mondo va in pezzi non ci sarà salvezza per alcuno di noi. In questi lavori il mondo è nero, maleodorante nella sua fase di lavorazione, bruciato, tagliato, modellato quando è ancora caldo, filante, gommoso. Il vetro o cristallo, con la sua idea di fragilità da un lato e di pericolo dall’altro, si ricompatta sulla superficie martoriata, sottolineando ancora una volta quel “maneggiare con cura” a cui non possiamo più sottrarci. (….)

L’attenzione per l’aspetto femminile, inteso nella sua accezione cosmica, universale e creativa, sfocia anche in un’altra serie di lavori, dedicati all’Ouroboros. Simbolo antichissimo, è raffigurato da un serpente o drago che si morde la coda, a costituire un cerchio senza soluzione di continuità.

Sta ad indicare la natura ciclica delle cose, l’energia universale che si consuma e che si rinnova, ma anche il tempo ciclico, l’eternità, l’infinito. Gli Urobori di Antonella non hanno una struttura circolare, ma si attorcigliano su se stessi, quasi entrano ed escono dal campo visivo dello spettatore, ma sempre testa e coda si ricongiungono, mantenendo fede all’antica iconografia.

Nella serie di opere Armonia dell’Universo le note che si susseguono

incessanti, su pannelli -anche retroilluminati- intendono rimandare al concetto pitagorico dell’armonia delle sfere o musica universalis. (…) Siamo parte integrante di un Tutto e il nostro scopo è quello non solo di riconciliarci con Esso, ma di tornare a percepire la Bellezza insita nel creato.” (dal testo critico di Adelinda Allegretti)

La mostra sarà visitabile il 2 dicembre dalle 10 alle 18 e il 3 e 4 dicembre dalle 11 alle 18. Saranno presenti la curatrice e l’artista.

Le eventuali vendite delle opere relative all’Africa e all’Afghanistan saranno in parte devolute rispettivamente a Afron – Oncologia per l’Africa Onlus e a Nove Onlus. L’11 dicembre 2018, le opere dedicate dall’artista alle donne di Kabul verranno esposte durante l’evento di fine anno di Nove Onlus, che si terrà alle ore 19.30 presso la sede romana in via dei Ramni 24, con le testimonianze sull’Afghanistan di Alberto Cairo, socio di Nove Onlus, e dell’inviato speciale RAI Nico Piro.

Il progetto Il Mondo a Pezzi, dopo l’esposizione presso l’Auditorium, verrà presentato dal 10 dicembre 2018 al 4 gennaio 2019 presso Adelinda Allegretti Curator Studio&Gallery, Gualdo Tadino (PG). Inoltre il laboratorio di Antonella Privitera è sempre aperto in Via della Farnesina, 11g (Ponte Milvio).

La degustazione dei vini durante il vernissage è a cura di Casale del Giglio.

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