Digitalizzazione processo penale, il futuro della giustizia

Grazie alla digitalizzazione della giustizia italiana, immagini di faldoni accatastati negli uffici dei tribunali saranno presto solo un lontano ricordo.

Scaffali polverosi pieni di carte alle pareti degli uffici e carrelli strabordanti di fascicoli in giro per i corridoi dei tribunali. Immagini tipiche della giustizia italiana che ora, grazie alla digitalizzazione del sistema, hanno le ore contate. È infatti tutto pronto per il passaggio dal cartaceo al telematico dell’avviso di deposito delle sentenze penali. Con l’installazione ultimata su tutti i server distrettuali dei moduli aggiornati del Registro Generale Web, sarà ora possibile rispettare la disposizione secondo cui, dal 1° gennaio prossimo, l’avviso di deposito della sentenza dal tribunale alla procura generale debba avvenire obbligatoriamente via web.

Questo comporterà un abbattimento dei tempi di passaggio

Si eviteranno il consumo di carta, la compilazione di registri e il trasporto dei fascicoli da un ambiente all’altro. Stiamo parlando di un nuovo decisivo passo verso la messa a punto del Processo Penale Telematico, invocato da gran parte degli addetti all’amministrazione della giustizia. Questo servizio digitalizzato, a lungo richiesto soprattutto dai dipendenti che operano nelle Cancellerie e nelle Segreterie giudiziarie, è stato reso possibile grazie all’installazione sui server distrettuali di nuovo moduli del Sistema Informativo della Cognizione Penale (SICP).

Per la sua realizzazione è stato necessario il coordinamento tra le competenze del Dipartimento per gli affari di giustizia (DAG) – nello specifico la Direzione generale della giustizia penale – e il Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi (DOG). In particolar modo della Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati (DGSIA).

Nel dettaglio è stato previsto che il tribunale potrà inviare – tramite il Registro della della cognizione penale (sistema inserito nel SICP) – l’avviso di deposito della sentenza alla Procura Generale, inserendo anche la sentenza scansionata. In quanto, come prevede il terzo comma dell’articolo 548 del codice di procedura penale, l’avviso di deposito deve essere accompagnato dall’estratto della sentenza.

Si tratta di una necessaria rivoluzione telematica

La digitalizzazione produrrà chiari vantaggi per tutti: amministrazione della giustizia, operatori e soprattutto per i cittadini. Per la Procura Generale, poi, i benefici appaiono ancora più consistenti. Utilizzando i nuovi moduli, infatti, i magistrati potranno, accedendo alla loro Consolle (un’applicazione specifica propria del giudice). Gestire in modo semplice, rapido e affidabile, il calcolo della scadenza dei termini per l’impugnazione.

SenzaBarcode Redazione

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