Beppe Vessicchio, La musica fa crescere i pomodori

Il Maestro Beppe Vessicchio ne La musica fa crescere i pomodori, un dolce e profondo racconto dell’uomo dell’orchestra.

Per chi, come me, è cresciuto con il mantra “dirige l’orchestra il Maestro Beppe Vessicchio” ha un ché di spirituale incontrare “l’uomo della musica”! Sentirlo raccontare il suo libro è emozionante. Le sue parole corrono piene di entusiasmo e desiderio di riferire ogni scoperta. Il suo continuo “giocare” con le vibrazioni e le note. Ci fa l’amore con i suoni ed è palpabile la sua passione.

Per quello ho avuto un vero smarrimento quando ha detto “… avevo perso il senso della musica… ” poi ci racconta di ondeggiamenti e molecole e di come cibo e vino, tra le altre cose, siano influenzabili e influenzati dai suoni, dalle note, dalle vibrazioni.

Ed ecco che rivedo Beppe Vessicchio, così come lo ricordo, che di spalle, e in punta di bacchetta, armonizza l’aria

La musica fa crescere i pomodori, non è certamente un libro di botanica o nuove culture. Nella sinossi si legge “La scoperta della musica davanti alla porta (chiusa) della cameretta del fratello maggiore; i primi concerti, ai matrimoni, con il professore di latino; il cabaret con i Trettré nella Napoli fervida degli anni Settanta, quella della Smorfia di Massimo Troisi, quando ancora era uno studente di architettura (ma cos’è l’architettura se non musica congelata, diceva Goethe).

E poi l’incontro con Gino Paoli, il primo Sanremo nel 1986 sotto la neve con Zucchero, il “pronti-partenza-via” con Elio e le Storie Tese dieci anni dopo, la partecipazione ad Amici di Maria De Filippi, fino all’hashtag diventato virale nei giorni del Festival 2016, #usciteVessicchio. Ma dal giorno in cui una goccia d’olio si stacca da una pizza mangiata fortunosamente in macchina e cade beffarda sui suoi pantaloni, Peppe Vessicchio ha iniziato a domandarsi se la musica fosse tutta lì.

O se piuttosto non fosse giunto il momento di smontare il giocattolo per capirne il meccanismo; per realizzare fino a che punto può arrivare il suo potere benefico; per verificare se, considerato che le mucche del Wisconsin producono più latte ascoltando Mozart, tutti gli organismi viventi reagiscono positivamente quando gli armonici si combinano in modo naturale. Musica armonico-naturale, appunto.

Questa è la forma che insegue Vessicchio. Questa è la base dei suoi esperimenti sulla terra, sul vino, e di quelli appena cominciati sugli uomini. “La musica fa crescere ¡pomodori”, nato dalle conversazioni con Angelo Carotenuto, è un saggio pop autobiografico sul talento, sulla passione e la capacità di trasferirla, sulla cura, sugli effetti straordinari; dell’armonia nelle nostre vite”.

Personalmente consiglio questo libro a chi inizia una carriera d’artista e a chi non trova più la passione. A chi è annoiato e a chi è carico d’entusiasmo

La musica fa crescere i pomodori, di Peppe Vessicchio con Angelo Carotenuto per Rizzoli.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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