UIL FPL, dagli inabili all’antidroga. Lettera a Virginia Raggi

Riceviamo e pubblichiamo “Notizie stampa riguardanti la polizia locale di Roma Capitale” firmata dal Segretario UIL FPL ROMA e LAZIO Francesco Croce.

La lettera aperta è indirizzata al Sindaco di Roma Virginia Raggi e,per conoscenza,  al Delegato al Personale Antonio De Santis e al Comandante del Corpo
Polizia Locale Roma Capitale Antonio Di Maggio.

Onorevole Sindaca,

la UIL Fpl di Roma e del Lazio constata, con particolare stupore, che in questo periodo, su note testate giornalistiche, si sta verificando un vero e proprio fenomeno “seriale”: taluni articolisti – tutt’altro che memorabili sotto il profilo letterario – sembrano poter vantare e divulgare, indiscriminatamente, specifiche e approfondite conoscenze relative allo stato e all’impiego del Corpo di Polizia locale di Roma Capitale.

Strano davvero che a diffondere le presunte anteprime siano gli stessi “pennaioli” che si contraddistinguono per il cliché denigratorio perseguito a danno dei Dipendenti Capitolini tutti, della Polizia Locale in particolare, nonché del Comando e dell’Amministrazione stessa.
È il caso di mettere un po’ d’ordine, procedendo per temi.

GLI “INABILI”

Relativamente alla vicenda di operatori definiti “inabili” con una vena di sprezzante derisione, in più di un articolo una nota testata romana rivela la conoscenza di elementi che, in realtà, sarebbero strettamente tutelati dalla normativa sulla privacy.

Un conto, infatti, sono i dati generali, i cosiddetti “numeri”, ben altro sono i contenuti delle certificazioni rilasciate ai singoli dipendenti. Dati e contenuti, comunque, artatamente decontestualizzati e strumentalizzati, diffusi senza il doveroso richiamo alle condizioni attuali di un organico logoro e malridotto, su cui solo grazie alle scelte assunzionali della Sua Amministrazione si sta iniziando a intervenire. Il mestiere di operatore di Polizia Locale comporta – notoriamente – un logoramento fisico per il pluriennale esercizio dell’attività che certa stampa di infimo ordine si guarda bene dall’evidenziare.

Inoltre, è appena il caso di ricordare, come fatto nel corso dell’ultimo incontro alla Sua presenza, che le attestazioni sanitarie relative ai dipendenti vengono rilasciate da medici professionisti designati dalla stessa Amministrazione.

Non pago della decontestualizzazione sui dati sanitari, l’articolista di turno si prodiga in ipotesi di ricollocazione dei “vigili” in altre famiglie professionali dell’Ente: ipotesi senza alcun riscontro nella normativa contrattuale decentrata. Viene da chiedersi se sia farina del suo sacco o se qualche improvvisato “collaboratore” interno all’Amministrazione abbia alimentato un modo di trattare la categoria che infanga anche chi la comanda e chi le dà gli indirizzi politici. Soltanto il tavolo contrattuale potrebbe stabilire eventuali “ricollocazioni” in tal senso e, sia chiaro, la UIL Fpl tutelerà in maniera determinata i princìpi della continuità delle attività del Corpo e della volontarietà dei dipendenti. La morale, in ogni caso, è che a dati volutamente strumentalizzati si mescolano speculazioni che rivelano una particolare disconoscenza degli elementi contrattuali di riferimento.

A BORDO DEI MEZZI PUBBLICI

Altra tipologia di articoli, più recente, è la cosiddetta “anteprima”. Una riguarda la prossima presunta attività di prevenzione e repressione di fenomeni illegali a bordo dei mezzi pubblici da parte di operatori della Polizia Locale. Anche in questo caso l’ignoranza la fa da padrona, vista la disconoscenza di compiti e funzioni precipui in capo agli operatori del Corpo.
Sorprende, inoltre, che a tale proposito non sia arrivata comunicazione alcuna alle parti sindacali, deputate per norma al confronto sulle innovazioni organizzative all’interno dei contesti lavorativi. Ci auguriamo davvero che si tratti soltanto di una delle tante trovate del solito giornalista in cerca di affermazione. Nello specifico, peraltro, l’azienda in house ATAC ha a disposizione numerose unità di personale che possono essere efficacemente deputate a controlli attraverso l’attribuzione di precise qualifiche, come dimostra la recente scelta della Regione Lazio di conferire la qualifica di “agente amministrativo” al personale autista ATAC.

ANTIDROGA AI LICEI

Ulteriore “perla” giornalistica è quella riguardante l’impiego di operatori della Polizia Locale presso gli istituti scolastici superiori in chiave “antidroga”. Premesso che solo chi non conosce il mestiere del poliziotto e dell’investigatore può pensare che un compito di questo genere possa essere effettuato da personale in divisa, occorre ricordate che esistono precisi compiti e funzioni storicamente in capo agli operatori di Polizia Locale. Un’attività tanto delicata come quella legata al controllo e repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti, finora, è stata svolta in forma ampiamente prevalente, se non esclusiva, dalle forze di Polizia dello Stato, e richiede specifiche forme di preparazione, addestramento, strumenti (es. gruppi cinofili) e tutele.

La Polizia Locale di Roma Capitale, dal canto suo, in un quadro di sicurezza integrata da sempre contribuisce a contrastare il degrado della città presidiando le scuole elementari all’entrata e all’uscita dei ragazzi, anche se negli ultimi tempi la fortissima contrazione di personale ha comportato la parziale se non totale riduzione di tale meritorio servizio. Forse non tutti sanno che, attraverso questo presidio attivo, oltre a mettere in sicurezza bambini e genitori, si prevengono e contrastano fenomeni di pedofilia, si verifica la presenza di eventuali pericoli (es. siringhe abbandonate), si scoraggiano forme di bullismo, si stabilisce un dialogo attivo con la cittadinanza recependo e dando seguito a tutte le segnalazioni dell’utenza. Sono piccoli esempi di una miriade di attività attraverso le quali contribuiamo a dare sicurezza nel rispetto dei compiti istituzionali.

CONCLUSIONI

Si potrebbe andare avanti con numerosi altri esempi di “maltrattamento mediatico” a carico del Corpo, onorevole Sindaca. In generale, ci permettiamo di ritenere riteniamo politicamente insidioso che all’opinione pubblica venga fornita un’immagine del Corpo come antidoto e “naturale” strumento di contrasto alla criminalità in senso lato. È una visione del tutto astratta e viene da credere che sia un ulteriore “tranello” della comunicazione, pronta a scaricare sui “vigili” le prossime inadempienze su compiti irrealisticamente assegnati dal giornalista di turno. Paradossale – e preoccupante – che un Corpo formato da tanti “inabili” e “furbetti del certificato” diventi all’improvviso, per scelta degli stessi articolisti, la panacea per tutte le forme di illegalità sul territorio.

La Uil Fpl continua a ritenere che solo con il confronto istituzionale si potrà arrivare a restituire alla città un servizio di altissimo livello, portando il Corpo a una ben differente condizione rispetto a quella attuale attraverso l’individuazione di strumenti, tutele, organizzazione, oltre che implementazione dell’organico.

Siamo pronti a svolgere nuove e delicate funzioni, non temiamo il cambiamento e lo abbiamo detto più volte ai tavoli di trattativa, ma occorre cominciare a produrre risultati in termini di assetti organizzativi. All’ultimo tavolo sull’ordinamento professionale, ad esempio, la UIL Fpl ha detto con chiarezza che non è più rinviabile la ricezione della normativa regionale sulla Polizia Locale, per dare una base reale ad un nuovo Ordinamento Professionale e alla correlata individuazione di istituti contrattuali seri e inattaccabili, che consentano l’erogazione di adeguati riconoscimenti economici.

Siamo pronti: togliamo il proscenio a chi non vuole bene al Corpo e torniamo ai tavoli di trattativa. Attendiamo Suo riscontro.

SenzaBarcode Redazione

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