Alchemaya, l’opera di Max Gazzè incanta lo Sferisterio

Ieri sera, martedì 7 agosto, Max Gazzè ha portato la sua opera sintonica, Alchemaya, in uno Sferisterio colmo di stupore e meraviglia.

Perfezione ed emozione. Con queste due parole si potrebbe riassumere in maniera esaustiva la serata di ieri sera allo Sferisterio di Macerata. Max Gazzè ha portato in scena la sua rivoluzionaria Alchemaya, un’opera sintonica, come è stata battezzata dallo stesso artista. Sintonica perché utilizza sia l’orchestra che l’ausilio di sintetizzatori. A dirigere il Maestro Clemente Ferrari, che da sempre accompagna Max Gazzè, sia alle tastiere che come direttore d’orchestra. Sul palco i circa 60 elementi della Alchemaya Symphony Orchestra, composta di eccellenze italiane della musica. Insieme a loro la guest star Sun Hee You, straordinaria pianista coreana. La scenografia è essenziale e pulita, così che la vera e propria protagonista rimanga la musica, magistralmente accompagnata da giochi di luci, movimenti e disegni che si intrecciano sullo sfondo e sulle colonne dei palchetti.

Tutto è equilibrato, solenne ed estremamente pulito

Nella prima parte, Max Gazzè esegue interamente la sua opera. Alchemaya viene accompagnata dalla lettura di alcuni brani che insieme alla musica conducono lo spettatore in un suggestivo viaggio all’origine del mondo. Il pubblico appare incantato e tutto sembra sospeso in una bolla perfetta. L’esecuzione dell’orchestra è magistrale, a dir poco, così come quella di Gazzè, che appare a suo agio in questa veste inedita. Le note, e persino gli intervalli che intercorrono tra loro, sono pulite, senza sbavature. Come afferma il Maestro Ezio Bosso, anche i silenzi sono musica, e in esecuzioni come quella di Alchemaya ci si rende conto di quanta verità ci sia in queste parole.

La prima parte del concerto si chiude tra gli applausi, meritatissimi, e La Leggenda di Cristalda e Pizzomunno, brano con cui Max si è esibito a Sanremo 2018, introduce la seconda parte dello spettacolo. Vengono proposti alcuni dei successi del cantautore rivisitati in chiave sintonica. In questo modo vengono armonizzati, e non completamente slegati, all’interno del progetto di Alchemaya. Mentre dormi, Sotto casa, Nulla, Una musica può fare, sono solo alcuni dei successi che sono stati riproposti sul palco dello Sferisterio.

La nuova versione orchestrale dà a tutte un nuovo slancio e una nuova chiave di lettura

Persino il brano La Vita Com’è, leggero e molto orecchiabile, viene nobilitato dal nuovo arrangiamento. A perdere, secondo i nostri gusti, è Il Solito Sesso, che privata del suo ritmo più incalzante risulta meno convincente, e Ti Sembra Normale, che per lo stesso motivo perde un po’ la sua identità. Una leggera sbavatura, che solo i più pignoli avranno notato, in una serata senza precedenti. Un Altro Immenso Cielo chiude in modo magistrale il concerto, con la stessa delicatezza e raffinatezza con cui è stato introdotto.

Un Max Gazzè coinvolgente e ironico, soprattutto nella seconda parte, dove si muove con sicurezza e maestria. Al termine, un lungo applauso e una standing ovation salutano i musicisti e il cantautore che si inchinano al loro pubblico. Applausi e strette di mano anche per Francesco Gazzè, fratello e autore dei testi di Max Gazzè, seduto in platea. In un mondo musicale sempre più simile ad un fast food, Alchemaya ci ha ricordato la forma della vera arte. Inoltre ha dimostrato, una volta di più, che la musica non ha confini né pregiudizi. Sinfonica e musica leggera si possono fondere creando una melodia perfetta e nuova.

Ieri sera Max Gazzè e la Alchemaya Symphony Orchestra hanno dimostrato che la musica è il linguaggio con cui Dio ci ha reso immortali

Giuseppina Gazzella

Classe 1984, marchigiana di nascita, cittadina del mondo per natura. Scrive e canta con la consapevolezza, la voglia e la pretesa di fare meglio ogni giorno, e di crescere sempre, perché sentirsi arrivati equivale all’essere morti.

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