Vulci’s in fundo. Vulci Mon Amour

Si è svolta sabato 7 luglio al Parco archeologico e naturalistico di Vulci, l’inaugurazione della rassegna, “Vulci Mon Amour. Frammenti di Paesaggio. Frammenti di Sottosuolo”.

Fino al 15 settembre Vulci Mon Amour. Frammenti di Paesaggio. Frammenti di Sottosuolo una mostra collettiva con opere di Lucilla Catania, Tommaso Cascella, Francesco Castellani, Andrea Fogli, Antonio Grieco, Massimo Luccioli,  Jasmine Pignatelli, Paolo Torella, Mara van Wees e con l’esposizione site-specific di B. Zarro.

In un contesto come Vulci così ampiamente caratterizzato dal sovrapporsi di fasi archeologiche etrusche, romane e cristiane, emerge più forte il contrasto trai ruderi, le rovine e l’opera d’arte contemporanea manipolata da B.Zarro. Se di rovine, ruderi e pietre, dell’antico restano per sempre le tracce  e a lungo si intuisce il profilo di ciò che erano; al contrario un oggetto d’acciaio e di ferro tra cento, mille anni non conserverà più la memoria né la percezione della sua forma o funzione

Allora è qui che interviene l’artista per porre una cesura, un limite di senso di molta dell’arte contemporanea

Un monumento del passato soprattutto qui a Vulci, dove segni antichi ancora parlano la lingua antica e conosciuta dell’archeologia etrusca è messo in parallelo con la sua opera, una Rolls Royce, dal nome “Vulci’s in fundo. L’archeologia del destino”, che racconta una storia completamente diversa. E suscita diverse riflessioni: un oggetto d’arte industriale che tracce produrrà oltre la sua stessa ruggine? Oltre il suo tempo?

Se la Rolls, un’auto d’epoca che fino a qualche tempo fa rappresentava un bene di lusso, punta più alta di un pensiero residuale post-comunista, che per giunta sta all’origine dell’incrinazione post-consumista del mondo occidentale, non regge, secondo B.Zarro, al confronto con l’antico. Da qui parte la sua azione-denuncia: l’auto diversamente dai ruderi di Vulci, non è un “monumento”, di esso non c’è nulla da ricordare, ma è sull’altro significato di ammonimento che B.Zarro si sofferma, perché attraverso la manipolazione dell’opera d’arte traslittera il significato in una logica di paesaggio, anche danneggiato, occultato, devastato.

Vulci Mon Amour. Frammenti di Paesaggio. Frammenti di Sottosuolo

7 luglio – 15 settembre. Ideazione e progetto espositivo di Mara van Wees.  A cura di Francesca Perti e Gianna Besson.

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