Ultima udienza Benedetto “Benny” Vallone 

Udienza conclusiva per Benedetto Vallone. CAso politico nato su Facebook. Dicharazione di Aleksandra Matikj, Presidentessa del ” Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione”.

Si è svolta oggi l’ultima udienza davanti al Giudice Ferdinando Baldini che vede indagato Benedetto “Benny” Vallone che a maggio scorso aveva scritto sulla pagina Facebook del governatore della Liguria Giovanni Toti “Ma quando le rimpatriamo quelle bestie straniere?”, al che il Presidente gli ha risposto: “Appena andiamo al governo. Purtroppo la Regione non può far nulla in questo campo. Dipende dal ministero degli Interni a Roma”. Da lì nasce un caso politico a livello regionale con difese e prove di retromarcia ed in effetti, subito dopo Toti aveva preso le distanze così, senza però condannare la frase del Vallone: “Mai usato la dizione ‘bestie straniere’.

Nel rispondere mi sono riferito a persone responsabili di reati particolarmente gravi. Il senso era chiarire che, in ogni caso, le competenze in materia sono governative non regionali”. Chi non si era accontentato della sua risposta era stato il “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione” (che il mese scorso ha visto il suo esposto portare alla condanna del sindaco di Alassio per un’ordinanza discriminatoria) che aveva presentato un esposto contro l’autore del commento e di cui la Presidentessa Aleksandra Matikj commenta:

“Noi abbiamo presentato un esposto, è stata la Procura di Genova

e fin da subito che aveva deciso in modo autonomo di indagare il Sig. Vallone per il reato di diffamazione aggravata, come anche oggi sottolineato dal nostro Avvocato Matteo Cereghino, si tratta di un reato aggravato dall’odio razziale, molto grave, che ricade ingiustamente sulle spalle di tutti noi Migranti in centro storico di Genova e dove, pochi giorni fa, si leggeva di un Dipendente del Tribunale di Genova, Stefano Bartolucci, inoltre il Delegato ligure delle attività di emergenza della Croce Rossa con il ruolo di primissimo piano nel fronteggiare l’emergenza dei Migranti e Profughi a Genova, che lo vede coinvolto nello spaccio di cocaina nel centro storico di Genova: non soltanto avrebbe messo a disposizione un suo appartamento per stoccare la droga in cambio di dosi di cocaina ma avrebbe addirittura procacciato anche clienti agli spacciatori.

Non per questo tutti i Dipendenti del Tribunale di Genova, compreso il Giudice Baldini, debbano essere definiti pubblicamente degli spacciatori o “bestie da mandare via” dal Tribunale di Genova, chi è delinquente che paghi alla Giustizia, senza macchiare gli innocenti – spiega la Matikj – ma giusto per rendere l’idea di quanto grave sia quello che aveva scritto il Signor Vallone nei nostri confronti.

E dopo le sue scuse

abbiamo provato a concludere la faccenda in modo bonario chiedendo un risarcimento simbolico da devolvere in beneficenza a Istituzioni come l’Ospedale Evangelico o il CEIS Genova – Centro di Solidarietà di Genova, per i minori Italiani e Migranti, ma la risposta è stata negativa. E qua finisce la Solidarietà del Sig. Vallone anche per i bambini Italiani malati. A questo punto, considerando che lui aveva continuato a scrivere su Facebook contro i Migranti, difendendo addirittura pure le bufale ossia le notizie non vere, pur di fomentare l’odio contro di noi, spero che il Giudice emetta Decreto di rinvio a giudizio.”

Ci aspettavamo anche che il Presidente della Regione Liguria Toti

con la Vicepresidente della Regione Liguria Sonia Viale in quanto l’Assessora alla Sanità ma anche all’Immigrazione ed all’Immigrazione,visto che i canali della Croce Rossa passano proprio tramite la Regione, condannassero pubblicamente il comportamento del loro Delegato Bartolucci ma, stranamente, sono rimasti entrambi nel totale silenzio…”

SenzaBarcode Redazione

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