Mario Canevara, Memorie di un ragazzo qualunque

Mario Canevara ci riporta alla vita vissuta da un ragazzo tra il 1930 ed il 1945 sotto la dittatura fascista. Un bambino che a 6 anni già fa i conti con la realtà trovando nella spazzatura un mucchio di schede elettorali.

Recensione di Memorie di un ragazzo qualunque di Mario Canevara, Erga edizioni. Mario Canevara ripercorre insieme alla vita del ragazzo le fasi salienti del regime fascista. Nelle Memorie di un ragazzo qualunque si ritorna al passato ricordando propaganda, riti, luoghi ed istituzioni di vari periodi della dittatura mussoliniana. Il Duce che si sovrappone alla Patria per cui anche solo criticare l’operato del Regime significa essere traditori dell’Italia. Le scritte in bella vista sui muri recitano gli slogan dell’epoca: Mussolini ha sempre ragione! CREDERE, OBBEDIRE, COMBATTERE!

I giovani fin da piccoli sono obbligati a portare la divisa e ad essere inquadrati nei Balilla come anticipo del nefasto futuro che li attende. Da subito sono abituati a recitare vere e proprie preghiere al Duce nelle aule scolastiche. Ma sono varie le organizzazioni in cui è inquadrata tutta la società che deve marciare unita per la costruzione dell’Impero, erede di quello romano, con a capo il Duce.

Le guerre

Il ragazzo qualunque delle memorie di Mario Canevara viene abituato fin dall’inizio a fare i conti con la guerra. Da quella in Africa per l’impero a quella ideologica in Spagna fino ad arrivare a quella tragica e definitiva contro le potenze che il fascismo definisce demoplutocratiche. Nel mezzo la svolta razzista e l’alleanza con il Führer del Terzo Reich. Nel libro di Mario Canevara si trova in perfetta sintesi e abilmente descritto il periodo fascista. Si ritrova la propaganda martellante diffusa da Radio, cinema e giornali per rafforzare il potere. Si giunge fino al tragico epilogo per il popolo italiano. Un libro completo per chi vuole conoscere fin nei dettagli l’epoca fascista con spiegazioni precise e puntuali utilissime soprattutto per chi affronta nello studio quel periodo storico.

In appendice la vera storia del salvataggio, grazie al coraggio del Soprintendente Rotondi, di migliaia di opere d’arte italiane nascoste negli ultimi anni di guerra nella Rocca di Sassocorvaro, nel cuore del Montefeltro storico. Mario Canevara, 1924 – 2015, figlio unico di un capitano di mare, orfano a 12 anni, viene chiamato alle armi nel ’44, sfugge alla deportazione in Germania ed aderisce al movimento partigiano. Finito il periodo bellico consegue la laurea in Giurisprudenza e viene assunto dalla Società di Navigazione Italia. Manterrà il suo interesse per la politica militando prima nel Partito Radicale e successivamente nel Partito Socialista Italiano. Le sue Memorie vengono pubblicate postume. Mario Canevara, Memorie di un ragazzo qualunque, disponibile sul sito dell’editore.

SenzaBarcode Redazione

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