L’inutile ed ipocrita legge antifascistissima di Fiano

L’onorevole Emanuele Fiano riesce a far approvare alla Camera la sua inutile e dannosa proposta di legge, ora tocca al Senato.

Diciamolo chiaro e tondo, l’approvazione alla Camera della legge antifascistissima dell’onorevole Emanuele Fiano rappresenta la sconfitta di tutti coloro che si definiscono liberali ed hanno a cuore la democrazia liberale. Rappresenta la paura e l’incapacità di saper contrastare le idee altrui con i meccanismi dello stato liberale. Annichilisce ogni possibilità di dichiarare il primato della democrazia liberale verso i regimi totalitari. Insomma, una disfatta senza precedenti!

Non ci tocca che sperare nel Senato che, grazie alla sconfitta della pessima riforma costituzionale renziana, potrà porre fine a questo scempio dei principi di libertà -da noi ancora solo scimmiottati- tanto cari alle vecchie democrazie di stampo anglosassone.

Magari fosse solo il fascismo degli antifascisti

A noi che siamo nati a Pane e Pannella il famoso fascismo dell’antifascismo non ci stupisce. Non per nulla lo stesso Marco Pannella insieme a Norberto Bobbio, scandalizzando la sinistra perbene, era colui che la targa a futura memoria l’avrebbe messa anche per gli altoatesini morti a via Rasella per mano del terrorismo gappista. Altri tempi, altro spessore umano, politico, culturale. Oggi siamo andati oltre. Di quelle battaglie per garantire verità storica e libertà di espressione del pensiero, anche per chi è più distante da noi, non rimane quasi nulla. Dal PD solo appiattimento su queste bufale finto democratiche. Forse per tentare di recuperare qualche elettore nostalgico del vecchio PCI quando ci si allontanava dall’emiciclo perché Giorgio Almirante prendeva la parola.

Proposta di legge inutile e dannosa

Dannosa perché crea insperate vittime nei carnefici di oltre 70 anni fa. Vi rende in parte simili al regime in nome del quale vi opponete. Avvicina all’avversario la simpatia delle masse. Il divieto che il potente impone a manifestare il pensiero cattura sempre lo sdegno popolare. Insomma, una legge cretina che otterrà l’effetto opposto a quello sperato, quindi inutile. Ci provò la Repubblica di Weimar a contrastare le camicie brune vietando le manifestazioni in divisa. Ernst Röhm fece sfilare i suoi a torso nudo, con la simpatia del popolo contro la debole democrazia tedesca.

E nel ’33 il nazismo prese il potere

Ecco il giusto confronto col passato, il divieto come somma dimostrazione di debolezza ben percepita dal cittadino. Quando l’idea non trionfa s’impone! Esattamente il contrario nei nostri principi. Il cerchio si chiude aggiungendo a questo scempio di proposta la volontà di cancellare da monumenti storici i simboli di un regime morto e sepolto da 70 anni che vi fa assomigliare più ai talebani che abbattono il Budda con la dinamite che a ferventi democratici.

A noi autentici liberali

A noi autentici liberali non rimane che tentare il riscatto. Abbiamo taciuto davanti all’evolversi di tali deformazioni dei principi democratici che probabilmente saremo costretti, nel caso passi la legge al Senato, alla disobbedienza civile. Speriamo che il PD non ci costringa all’estremo gesto, ce lo vorremmo risparmiare.

Diego Sabatinelli

Dal ’95 letteralmente “batto le strade” di Roma per promuovere le iniziative nonviolente radicali, a partire dalla raccolta firme su 20 referendum che si svolge proprio quell’anno…

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