Renzi prende schiaffi da tutte le parti, il vizio del Bomba

Renzi prende schiaffi su tutti i fronti: referendum, correnti, scissionisti, legge elettorale, elezioni anticipate, partito della nazione e inciucione.

Effettivamente è difficile capire quale strategia alberghi nella mente dell’ex premier Matteo Renzi. Più facile che sia preda e vittima della sua loquacità, che sul piano pratico lo trascina ai primordi quando era solo il Bomba. Il premier le spara grosse, ma tanto grosse che la sua lingua sarà la sua condanna. Ora ci ha messo anche la rassegna stampa mattutina per peggiorare questo suo lato masochista.

Andiamo con ordine

All’inizio fu il referendum costituzionale con la sua sparata che ne pregiudicò il risultato. “Se perdo smetto di fare politica“. Prevedibilmente gli elettori, che istintivamente hanno in antipatia le sparate a vuoto, votarono contro il referendum. Gli italiani hanno imparato fin da piccoli ad odiare due tipi di bambini: quelli che se perdono smettono di giocare portandosi via il pallone e quelli che avendo minacciato di smettere di giocare tornano indietro. Poi c’è la bimba paracula, le bimbe sono sempre più furbe, minaccia di andarsene insieme al bimbo per farlo contento e una volta che perde fa finta di nulla.

Eletto segretario ci riprova

Come se le lezioni nella vita non contassero nulla il povero Matteo, povero si fa per dire, una volta rieletto alla segreteria del PD, partito destinato a finire nel tritarifiuti, ci riprova. La guerra di Renzi è contro l’opposizione interna, non tollera quei cagadubbi e piagnoni che albergano nel suo partito. Tutto in perfetto stile democratico. Una parte di questi, con grande sollievo del Bomba, viene accompagnata fuori dalla porta. Quelli che restano sono un problema, ma superabile. Come? Due mosse e Renzi il Bomba vuole fare scacco matto alleandosi anche col Diavolo. Diavolo che non è Berlusconi, semmai il Cavaliere per Renzi è un maestro da cui ha imparato poco. Il Diavolo è Beppe Grillo.

Legge elettorale ed elezioni

La doppia mossa per andare a dama prevede prima una legge elettorale blindatissima, soprattutto per smorzare l’opposizione interna che rumoreggia. A seguire elezioni anticipate per coronare il sogno del nuovo partito nazional-popolare da 45% dei voti. Sulla legge elettorale, il truffaldellum, ci ha pensato il Diavolo vero, Beppe Grillo, ad affossare ogni prospettiva nazional-popolare di Renzi. Sulle elezioni anticipate ha detto molto il presidente emerito Giorgio Napolitano, ma molto di più avrebbe fatto il Partito Radicale che ha il vizio di ricorrere nelle sedi internazionali conoscendo il vizio italiano di violarne disinvoltamente la legalità. Renzi l’aveva detta giusta: perso il referendum mi ritiro.

Ma l’ha fatta sbagliata restando.

Diego Sabatinelli

Dal ’95 letteralmente “batto le strade” di Roma per promuovere le iniziative nonviolente radicali, a partire dalla raccolta firme su 20 referendum che si svolge proprio quell’anno…

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