Democrazia diretta, in Campidoglio non è Sistema Rousseau

Probabilmente molti aspettavano questo momento, forse altri non ci credevano più. Arriva la proposta di delibera per modificare lo Statuto di Roma Capitale, democrazia diretta.

Conferenza stampa in Carroccio, a parlare di democrazia diretta c’è il consigliere capitolino e presidente della commissione Roma Capitale Angelo Sturni, l’assessore a Roma Semplice Flavia Marzano e il deputato Riccardo Fraccaro, ovviamente tutti del Movimento 5 stelle. Tra il pubblico arriva anche il sindaco di Roma Virginia Raggi, segno di un importante riconoscimento e sostegno alla modifica.

Il progetto nasce per garantire reale partecipazione e trasparenza per i cittadini. Le modifiche proposte allo Statuto di Roma Capitale sono un passo avanti verso la democrazia diretta, coinvolgere i cittadini nella vita politica e decisionale della città, su alcuni temi, è sempre stato uno dei capisaldi del Movimento e sogni di Gianroberto Casaleggio di cui ricorre l’anniversario della scomparsa il 12 aprile. I punti, così come presentati in conferenza stampa sono:

Petizioni online

La proposta prevede l’introduzione della petizione online con la possibilità di illustrare le petizioni in Assemblea capitolina. È una rivoluzione prima culturale che tecnologica, nell’ambito di una sperimentazione che avverrà per gradi: si partirà dalle petizioni e si aggiungeranno, nel corso degli anni, gli altri strumenti.

Referendum senza quorum

Nella delibera si propone inoltre di abolire il quorum di partecipazione per i referendum comunali e di affiancarvi anche il referendum propositivo che consentirà di presentare proposte che saranno votate dai cittadini, con obbligo di ricezione da parte dell’amministrazione. Ci sarà inoltre, sempre per i referendum, la possibilità di sperimentare il voto elettronico, ricorrendo all’utilizzo di tecnologie telematiche o informatiche.

Bilancio partecipativo

Verrà inserito il bilancio partecipativo, già diffuso in alcuni Comuni italiani tra cui Mira e Ragusa, governati dal M5S. Roma Capitale coinvolgerà i cittadini nella costruzione del bilancio sia a livello comunale che a livello municipale e destinerà una quota alla decisione diretta dei cittadini. Dal 1996 il Bilancio Partecipativo è stato riconosciuto dall’Onu come una delle migliori pratiche di governance urbana nel mondo. Il controllo diffuso del denaro dei cittadini è stato sperimentato per la prima volta a Porto Alegre nel 1989 ed è stato adottato anche da Parigi con un sito Internet dedicato alla consultazione della cittadinanza su proposte e progetti da finanziare con il 5 per cento del bilancio.

Proposte di delibera

Non è stato toccato il numero delle firme necessarie a depositare proposte di delibera popolari e l’obiettivo è garantire la trattazione di queste nei termini previsti dai regolamenti.

La situazione ereditata

Negli ultimi dieci anni sono state depositate presso l’amministrazione capitolina meno di 30 proposte di iniziativa popolare, 15 quesiti referendari e solo 36 interrogazioni e 2 interpellanze al Sindaco. Inoltre, il Regolamento per gli istituti di partecipazione e di iniziativa popolare è del 1994 e finora non è mai stato migliorato né adattato alle nuove tecnologie.

Immediate gli attacchi e le polemiche, Flavia Marzano, assessore a Roma Semplice di Roma Capitale risponde così:

“La proposta presentata questa mattina” ieri 04 aprile ndr “dal gruppo consiliare del M5S introduce strumenti di democrazia diretta nello Statuto di Roma Capitale, con l’intento di coinvolgere i cittadini sempre più nella vita pubblica di Roma. Sono strumenti noti, come il referendum o le petizioni popolari, che esistono da sempre ma non sono mai stati applicati. Leggo negli interventi di alcuni esponenti politici molta confusione, visto che vengono sovrapposti gli strumenti previsti dalla norme con quella che è la gestione della piattaforma interna del M5S, il cosiddetto ‘Sistema Rousseau’. Appare banale fare questa distinzione, ma è necessario farla vista l’imprecisione e la superficialità che leggo in materia di partecipazione: il sistema Rousseau non sarà integrato all’interno del portale di Roma Capitale”.

Anche Angelo Sturni, cerca di chiarire la loro proposta parlando di confusione e disinformazione riguardo la democrazia diretta

“C’è una grande ignoranza, mista alla volontà di fare disinformazione, nelle tesi di chi assimila la proposta di riforma dello Statuto di Roma Capitale, presentata stamani, alla piattaforma interna M5S, il cosiddetto ‘sistema Rousseau’. Ma cosa c’entra? È evidente che stanno cercando di spingere l’informazione a fare una commistione fra le due cose che non esiste nei fatti. Complimenti ai nuovi fabbricanti di ‘fake news’, spero vivamente gli operatori dell’informazione non ci caschino e non si rendino partecipi di questa operazione di disinformazione”.

I cittadini, sui social, hanno reagito con posizioni contrastanti: chi ha accolto la proposta come una “necessaria innovazione che solo il M5S può e vuole attuare”, chi invece criticando aspramente sostenendo che “la città ha problemi reali, che meritano attenzione vedi le buche, gli appalti truccati, il degrado e i cinghiali”.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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