Minori stranieri non accompagnati, il ddl che li protegge

Arriva la Legge che tutela i minori stranieri che arrivano nel nostro Paese non accompagnati. Tutele sanitarie, accesso ai titoli di studio e integrazione. Intervista alla Senatrice Rosanna Filippin (PD).

Il Senato approva con 170 favorevoli, 50 contrari e 8 astenuti il ddl recante “Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati”. La prima firmataria è la senatrice Sandra Zampa (PD), tra i cofirmatari anche M5s e SEL contraria Lega, astenuti Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Il DDL è stato approvato definitivamente anche alla Camera ed è Legge dello Stato, dopo che a Palazzo Madama l’esame in Commissione è iniziato il 3 giugno 2014 e si è concluso il 20 ottobre 2016. Dopo una piccola modifica richiesta dal MEF, ha visto la conclusione della discussione e il voto favorevole il 29 marzo. Un iter sofferto che si conclude in una legislatura molto proficua in materia di normative sulle politiche sociali e sui diritti civili, dal divorzio breve alle unioni civili.

Ora i minori che arrivano nel nostro Paese sono come i bambini Italiani, stessi diritti e tutele? Perché questo DDL è così importante? Ne parliamo con la Senatrice Rosanna Filippin del Partito Democratico.

“Con questo provvedimento, i minori stranieri non accompagnati, a prescindere dall’intenzione di richiedere protezione internazionale, sono titolari dei diritti in materia di protezione dei minori a parità di trattamento con i minori cittadini italiani o dell’Unione europea e hanno quindi il diritto di accedere al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar). Non potranno cioè essere respinti alla frontiera. Mai.

Questo significa dare protezione a dei bambini che approdano nel nostro Paese e che spesso sono abbandonati a loro stessi, senza alcun diritto e senza alcuna tutela. Questa legge può fare da apripista nei confronti di un’Europa che sta per certi versi perdendo la propria civiltà e umanità. Non è più possibile lasciare i Paesi del Mediterraneo, come Italia e Grecia, soli a gestire l’emergenza migratoria, ma tutti insieme dobbiamo concorrere ad essere portatori di accoglienza e diritti umani.

A volte, quando si parla di leggi e di numeri, è facile dimenticarsi che si sta avendo a che fare con persone, con bambini che hanno vissuto situazioni drammatiche, disumane e che segneranno la loro vita per sempre. Lo slogan “restiamo umani” per noi non è solo una frase vuota, ma è una ragione di vita e di azione”.

Quale percorso deve seguire un minore che arriva in Italia quando i suoi genitori non sono rintracciabili? E nel caso in cui sia invece possibile il ricongiungimento famigliare?

“La procedura di identificazione del minore sarà uguale ovunque in Italia e prevede una successione graduale di interventi da compiere con garanzie e tutele per i minori. L’identificazione è il passaggio fondamentale per l’accertamento della minore età e quindi per la possibilità di applicare questa legge.

Il primo passo si svolge nelle strutture di accoglienza, dove il personale qualificato, con l’aiuto di mediatori culturali, svolge un colloquio con il minore per approfondire la sua storia. In caso di dubbio sull’età dichiarata, questa viene accertata principalmente attraverso un documento anagrafico e, nel caso il dubbio persista, la Procura della Repubblica può disporre gli esami socio-sanitari del caso.

Per quanto riguarda il ricongiungimento con la famiglia d’origine del bambino, esso avviene quando il ricongiungimento corrisponde al superiore interesse del minore. L’organo deputato a decidere su questo è il Tribunale per i minorenni, che la nostra Costituzione indica come soggetto che deve tutelare il superiore interesse dei minori. Sono comunque previste strutture di accoglienza riservate solo ai minori, separate dunque da quelle per gli adulti”.

L’Unicef rende noto che tre minori su quattro che affrontano i viaggi della speranza, di fatto già rischiando la vita, subiscono molestie e aggressioni. Come si riesce a garantire un percorso di integrazione ma anche di riabilitazione di questi minori?

“Le situazioni che hanno coinvolto questi minori sono molto spesso drammatiche e molto spesso i minori colpiti sono segnati a vita da questa esperienza. Posto che nessuna legge restituirà a questi bambini un’infanzia normale, abbiamo però introdotto diversi diritti che aiuteranno queste persone ad essere reintegrate e seguite. Viene dato loro il diritto alla salute, il diritto all’istruzione, il diritto ad essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguarderanno, il diritto all’assistenza legale. Certo è che il Partito Democratico si sta impegnando anche per portare a casa un altro provvedimento di civiltà che finalmente consentirà ai ragazzi che da molti anni vivono, giocano, studiano in Italia un riconoscimento importante, ovvero il provvedimento sullo ius soli.

 La legge sui minori non accompagnati è stato un primo passo, dovuto, di umanità, ma non dobbiamo fermarci nella battaglia per i diritti di tutti, a partire dai bambini.”

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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