Marco Pannella, una libertà felice. Con Matteo Angioli

Nella sua casa, alla sede del Partito Radicale, Matteo Angioli con Laura Harth, Gianni Letta, Francesco Rutelli e Monsignor Paglia, hanno presentato il libro di Marco Pannella, moderati da Alessio Falconio.

Dalla morte di Marco Pannella qui sulle pagine di SenzaBarcode abbiamo documentato le varie fasi del Partito radicale, dalla marcia per l’amnistia di novembre dedicata a Marco e a Papa Francesco, il congresso di Rebibbia, la lettera della presidenza del PRNTT che faceva, finalmente, chiarezza. Oggi Rita Bernardini è giunta al dodicesimo giorno di sciopero della fame, è cominciata la preparazione per la marcia di Pasqua, Ambrogio Crespi sarà alla guida della campagna iscrizioni del Partito. Tutto il mondo Radicale -quello Radicale- si sta muovendo.

Ma Marco Pannella non c’è o meglio, per usare parole che riecheggiano nelle stanze della “torre”, Marco è compresente.

Nel salone di via di Torre Argentina 76, sede del Partito radicale, c’era Marco. Nei ricordi di Matteo Angioli, sulle ali dei gabbiani portati da Laura Harth, nelle lettere di Gianni Letta. Si sentiva nella tenerezza nelle parole di Monsignor Paglia e tra le immagini nei racconti di Francesco Rutelli.

C’era più che mai nella politica, che trasuda nelle mura del salone e tra i volti di coloro che ora fanno ancora vivere il Partito di Marco Pannella.

Una Libertà felice. Se ci pensiamo, all’immensità della libertà, può fare veramente tanta paura.

…E ora registro me stesso. Una penna, un foglietto, anche un microfono. Non è che mi senta pronto per stendere le memorie di un rompicoglioni. Voglio soltanto sistemare la mia gioia e, quando c’è, anche il mio sconforto. Per questo annoto, per questo registro. Perché la conquista della democrazia passa anche in un abbraccio, in una discussione sul liberalismo e un’altra sulle rivoluzioni, passa per ogni uomo e per ogni idea capace di migliorare il mondo. Passa per ognuna delle cazzate che ci vengono in mente e che abbiamo la voglia e la forza di comunicare e condividere. L’importante è osare e usarsi, l’importante è accettare ogni sfida che può guadagnare un grammo in più di libertà.

L’intera registrazione è a fondo pagina nella scheda di Radio Radicale.

Ogni intervento andrebbe riportato. Alessio Falconio, direttore della Radio organo della lista Marco Pannella, ha letto il messaggio del presidente del Senato Grasso che non ha potuto essere presente “… la storia politica e la vita privata di Marco Pannella, hanno saputo dare al nostro Paese un contributo originale fatto di coscienza civile e impegno intenso e passionale. Entrando a pieno titolo tra le voci più autorevoli della nostra storia repubblicana… Un’autentica vocazione civile e politica, sempre a salvaguardia della bandiera dei diritti e del garantismo. Voce critica e pungolo costante per le istituzioni. Marco Pannella ci lascia una grande eredità spirituale e politica di cui dobbiamo fare tesoro e trasmettere alle nuove generazioni…”

Come ha ricordato Laura Harth, il Partito Radicale ha bisogno di 3000 iscritti per far si che questa eredità non vada perduta.

Racconta Matteo Angioli “…Oggi sono esattamente 9 mesi che Marco smetteva di fumare. Era il 17 maggio, quella mattina ci siamo accorti che non voleva più accendersi un sigaro o una sigaretta e li abbiamo capito che forse stava succedendo qualcosa. Alessio era con noi in quelle ore ed ha visto come Marco sia rimasto determinato fino alla fine… Il libro credo sia un diario con dei flashback e una sceneggiatura…

È stato un fatto pubblico ed è stata questa la chiave dell’ispirazione che Marco ci ha dato per scrivere il libro. Ricavato da delle registrazioni che avevamo fatto, da note che avevamo preso su carta o su cellulare. Siamo riusciti a ricostruire questo diario e ad offrire a tutti un dono che è un fatto politico …”

Marco Pannella, Una libertà felice. Per i tipi di Mondadori

Sheyla Bobba

Classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. A febbraio 2021 compilo questa biografia. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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