Codacons, obbligo vaccinazione “pronti a denunciare Zingaretti in Procura e ANAC”

Il Codacons diffida regione lazio su obbligo vaccinazione per ingresso in scuole e asili. Chiesto di sospendere iter legge e audizioni fino a che non saranno disponibili i vaccini in forma singola.

Il Codacons ha presentato formale diffida contro la Regione Lazio in merito alla Proposta di legge regionale n. 361 del 16 gennaio 2017, relativa all’obbligo di vaccinazione per i bambini come requisito per la frequentazione di scuole e asili nido.

Domani 10 febbraio il Consiglio Regionale inizia le audizioni per giungere all’approvazione della legge – spiega il Codacons – Tuttavia l’amministrazione ha scelto con cura le associazioni da sentire, escludendo chi, come il Codacons, aveva fatto richiesta di essere ascoltato non per contrastare la vaccinazione, ma per giungere ad una norma che rispettasse pienamente la legge nazionale e i diritti delle famiglie.

Il Codacons ha dunque inviato oggi formale diffida alla Regione Lazio, chiedendo di interrompere con effetto immediato l’iter per l’approvazione della legge regionale sulla vaccinazione. Una legge che, se approvata, darebbe vita ad una valanga di ricorsi da parte dei genitori – spiega l’associazione – in quanto prevede l’obbligo di sottoporre i bambini ai 4 vaccini obbligatori (antidifterite,  antitetanica,  antipoliomelite,  antiepatite virale B) nonostante in Italia non esistano in commercio tali vaccinazioni in forma singola o tetravalente, ma solo la soluzione esavalente (che contiene anche i vaccini facoltativi contro pertosse ed infezioni da Haemophilus influenzale di tipo b).

Così facendo si introdurrebbe un obbligo in capo alle famiglie del Lazio costringendole a ricorrere anche a due vaccini facoltativi e non previsti da alcuna norma, un atto illegittimo come sentenziato dal Tribunale dei minori di Bologna e dal Tar del Friuli.

“Se la Regione Lazio non accoglierà le nostre richieste, vincolando la legge regionale alla commercializzazione dei vaccini in forma singola, sarà inevitabile una denuncia in Procura e all’Anac contro il presidente Zingaretti, per i danni economici e morali arrecati alla collettività” – conclude il presidente Carlo Rienzi.

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