Marco Di Eusanio nuovo direttore cardiochirurgia Ospedali Riuniti

Marco Di Eusanio nuovo direttore cardiochirurgia degli Ospedali Riuniti di Ancona. “Dove c’è più cultura medica, c’è maggiore qualità delle prestazioni”

“Una tappa importante del nostro lavoro, per consolidare il futuro della Cardiochirurgia delle Marche, con un bacino di utenza che coinvolge il medio Adriatico”. Con queste parole il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona, Michele  Caporossi, ha presentato alla stampa il nuovo direttore della Sod (Struttura organizzativa dipartimentale) Cardiochirurgia, Marco Di Eusanio.

Nato ad Ancona nel 1973, laureato in medicina e chirurgia a Bologna, vanta un curriculum professionale con oltre 2.500 interventi cardiochirurgici nell’ambito delle patologie cardiache e dell’aorta toracica. L’ultima sede di lavoro è stata l’Ospedale Mazzini di Teramo. “Rafforziamo  la presenza dell’Ospedale di Torrette di Ancona nella sanità marchigiana – ha detto il presidente Luca Ceriscioli, nell’incontro con la stampa – Torrette è l’ospedale di tutta la regione.

Unica cardiochirurgia per tutte le Marche

Nel momento  in cui si è stabilito, anni fa, in maniera intelligente, di mantenere un’unica cardiochirurgia per tutte le Marche, si è fatta una scelta di qualità, di prospettiva che deve essere riconosciuta da tutti i marchigiani come propria. Il valore che dobbiamo aggiungere a Torrette, alla qualità che rappresenta e che rappresenterà grazie alla crescita sulla quale stiamo investendo, è che venga sempre più sentito da ogni marchigiano come il proprio ospedale. Spesso si pensa, invece, che la sanità sia la moltiplicazione dei servizi, quando invece solo la rete può garantire servizi di grande qualità”.

La nomina del nuovo direttore della Sod, secondo il presidente della IV Commissione Consiliare Fabrizio Volpini, rafforza il concetto di rete tra  le cardiochirurgie territoriali e “rinnova la grande tradizione della cardiochirurgia marchigiana”. Il Rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Sauro Longhi, ha sottolineato l’importanza della stretta collaborazione tra assistenza, didattica e ricerca nel campo sanitario.

Di Eusanio si è detto “contento e orgoglioso di far parte di una squadra che ha una storia consolidata e che guarda con entusiasmo al futuro. Qui ho trovato grande professionalità e questo è un ottimo punto di partenza per il lavoro che ci attende. Aiuterò l’ospedale a crescere, offrendo alle Marche una cardiochirurgia moderna e innovativa”.

Tra gli obiettivi indicati, il passaggio dalla chirurgia tradizionale a quella mini invasiva che riduce lo stress chirurgico (incisioni di 4-5 centimetri, invece di 30) e favorisce un rapido ripristino della salute. I settori che verranno valorizzati saranno quelli della chirurgia dell’aorta toracica  e dello scompenso cardiaco, “crescente causa di mortalità e di invalidità nei Paesi Occidentali”.

Maggiore produzione scientifica e ricerca

Di Eusanio ha evidenziato l’importanza di sviluppare la rete cardiochirurgica: “Le Marche sono invidiate perché sono l’unica regione dell’Italia centrale con un cardiochirurgia unica. Nella nostra unità operativa ospedaliera rafforzeremo anche la produzione scientifica e la ricerca, perché dove c’è più cultura medica, c’è maggiore qualità delle prestazioni”.

Michele Caporossi ha presentato alcuni dati relativi alla cardiochirurgia della struttura ospedaliera: la mobilità attiva (prestazioni su pazienti provenienti da altre regioni) è crescita dal 15,8% del 2013 al 18,7% del 2015, il numero delle persone operate (dato 2015) è pari a 1.127, con un saldo negativo di 450 casi (marchigiani che, per libera scelta, si curano in strutture extra regionali).

Rispetto agli indicatori Pne (Programma nazionale esiti), che misura i risultati ottenuti dalle prestazioni, in termini di salute, l’Ospedale di Ancona ha un valore di 1,91 per quanto riguarda la mortalità da by-pass aortocoronarico isolato a 30 giorni (più basso del 2,31 nazionale) e del 1,74 per quanto attiene la sostituzione della valvola cardiaca (anche qui più basso, quindi con minore mortalità, del dato nazionale, pari a 2,84).

Caporossi ha infine indicato gli obiettivi del 2016

dal 1 ottobre, un incremento di cinque sedute settimanali di chirurgia maggiore e di due sedute per quella minore, con un ulteriore incremento di tre sedute di cardiochirurgia per ridurre le liste di attesa e recuperare la mobilità passiva. Inoltre, dal 23 settembre, riprenderà il programma sperimentale (con apparecchiature funzionanti 12 ore al giorno) sempre per ridurre le liste di attesa.

Nel 2017 si prevede di elevare il numero degli interventi di cardiochirurgia a oltre 1.300  e a incrementare di mille interventi quelli di altre specialità.

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