Corso di recitazione con Alessandro Simonini. Lezione 7

Ultima lezione di questo breve corso di recitazione.  Gli argomenti trattati hanno ruotato tutti attorno al metodo delle emozioni psicotecnica free.

I temi del corso di recitazione e di comunicazione sono stati: il centro di energia dell’attore, il significato di testo e sottotesto, la comunicazione verbale e non verbale. E poi  i vari tipi di memoria e l’importanza del supervisore.

È importante che tu abbia letto, nell’ordine,  tutte le parti precedenti. Se non lo hai fatto, ecco gli altri colori del nostro arcobaleno di emozioni: prima lezione,  seconda lezione, terza lezione, quarta lezione, quinta lezionesesta lezione.

Desidero che le caratteristiche di base di questo metodo ti appaiano semplici come bere un bicchier d’acqua. Rendiamo concreta quest’affermazione. Attiverai ora altri aspetti della memoria sensoriale. Dopo aver tenuto in mano la tazza di tè nella scorsa lezione del corso di recitazione, proverai oggi a sentirne anche il gusto. Aggiungeremo poi nuovi particolari più stimolanti. Intanto stabiliamo che sia un bel tè freddo.

Visualizzazione e memoria sensoriale

Prendi un respiro e differenzia in serenità. Accenna un lieve sorriso. Lo sguardo è rilassato. Crea ad occhi aperti il bicchiere sul tavolo davanti a te. Se non c’è il tavolo, visualizza anche quello. Affidati alla memoria di almeno tre dei cinque sensi. Vista: vedi il colore attraverso il vetro appannato. Tatto: prendi il bicchiere rispettando i confini dettati dalle sue dimensioni. Ricorda con i polpastrelli la percezione di fresco e umido sul vetro. Portalo pure alle labbra. Gusto: Un primo sorso. Assaporalo. Deglutisci, ricordando con il palato e con la gola la sensazione del tè che scende nello stomaco.

Ora compi pure qualsiasi miracolo

Trasforma il tè nel cocktail che preferisci. Abbellisci con frutta, cannuccia e un ombrellino. Differenzia il sapore. Olfatto: ora è un mojito, aggiungi un profumo di menta. Udito: scuoti un po’ il bicchiere e ascolta il tintinnio del ghiaccio.

Esagera

Un respiro, trattieni e differenzia in allegria. Illumina la bevanda dall’interno. Falla pure radioattiva, tanto è solo pura fantasia in azione. Ricorda: nel cercare di visualizzare qualcosa che fisicamente non c’è, la tua attenzione è ben indirizzata in un lavoro creativo. Tale sforzo ti premia sempre con un’ottima presenza scenica.

Agli occhi dello spettatore risulterai interessante, perché il tuo sguardo comunica un’attività intelligente e sincera. In scena sarai più forte. Non preoccupandoti più degli spettatori, questi si interesseranno maggiormente a te e al tuo cocktail al luminol. Continua a concentrarti sull’oggetto, arricchendolo a piacere di nuovi particolari: bollicine, pesciolini o anche microscopici elefanti.

Non metterti limiti

Scopri da te come questo esercizio ti fa sentire. Certamente scoprirai di non avere spazio per preoccupazioni e paure. Quando crei, ti circondi di una sfera protettiva. Che è poi la sfera del tuo interesse di cui parlava il teorico e regista russo Stanislavskij. Lavori bene perché ti senti “a casa”. Contemporaneamente al lavoro creativo, il tuo supervisore ti conferma che tutto va bene. Ricordi? Il supervisore è la parte di te che ti osserva, ti sostiene e ti dà suggerimenti preziosi proprio mentre stai interpretando.

E niente psicotecnica

Hai differenziato in buon umore senza fare psicotecnica. Grazie alla tecnica di retroingegneria dell’emozione hai stimolato comunque i tuoi neurotrasmettitori. Hai cominciato a produrre delle buone endorfine. Fai durare la tua allegria. Non ci sono controindicazioni. Anzi, il tuo sistema immunitario ti ringrazierà.

Tutto questo ci consente di diventare grandi comunicatori e artisti? Quasi. Attingiamo ad altre pagine salienti del manuale “Senza emozione non c’è comunicazione

Modestia e altruismo

C’è da dire qualcosa su altre due qualità auree di cui non abbiamo ancora parlato. La modestia e l’altruismo. La modestia ci consente di rimanere ricettivi, aperti e disponibili al nuovo. Impara a mettere da parte il tuo orgoglio. È un compito impegnativo. Anche perché la modestia si scontra con il narcisismo tipico di chi cerca i riflettori. È impegnativo, ma possibile.

Una meravigliosa citazione di Anna Marchesini

Ricordo un’intervista fatta da Fabio Fazio all’indimenticabile Anna Marchesini. Anna descrisse con poche illuminanti parole proprio la difficoltà di tale compito: “Il narcisismo è il peggior difetto di tanti uomini e attori perché è autoreferenziale e dunque distante dal vero talento che è sempre di un’intelligenza morale.”

Tanti attori famosi si riempiono la bocca con affermazioni risonanti di falsa modestia. Lo fanno per apparire alla mano e più simpatici. A Roma si direbbe: so’ paraculi! In realtà la fame di celebrità e la necessità di continuare ad apparire modesti provocano spesso un curioso corto circuito. Molti divi dello spettacolo sembrano schizofrenici. Amano il pubblico, ma solo come entità collettiva e astratta, come fonte di alimentazione per il proprio ego. Ma poi detestano perdere tempo con i singoli fan.

Difficile trovare artisti veri, allora?

Ce ne sono. L’umiltà sincera premia sempre quando si combina con una buona dose di talento. È indispensabile per accumulare esperienza e conoscenza. Solo così diventiamo davvero bravi.

L’esempio di una mia allieva

Non ancora diciottenne, frequentò un corso di recitazione che tenni nel suo liceo. Era una ragazza piena di entusiasmo e molto ricettiva. Emanava allegria e talento. Quella che tutti definirebbero una grande promessa. Una delle prime qualità che emergevano, com’è sempre in questi casi, era proprio la sua umiltà. La promessa fu poi mantenuta, visto che quella ragazza era Paola Cortellesi.

Un suo vecchio spettacolo potrebbe costituire il tema di un intero seminario

Gli ultimi saranno ultimi, di Massimiliano Bruno, è un testo di qualche anno fa che tocca drammaticamente il tema del lavoro precario. Ne è stato fatto anche un film con Alessandro Gassman.  Nella versione originale teatrale, Paola interpretava da sola almeno sette caratteri diversi. Nel tempo di un respiro, saltava da un personaggio uomo a un altro donna, a un altro ancora trans. Differenziava all’istante personalità, dialetti e stati emozionali. Te lo consiglio vivamente. Se vuoi far diventare questa passione la tua professione, corri in libreria e prendi il dvd  della versione teatrale con testo allegato.

L’altra splendida qualità dei veri professionisti di talento

L’altruismo è il perfetto compagno dell’umiltà. Il vero artista sul palco apprezza presto il valore aggiunto dello spirito di collaborazione e di condivisione. Il grande attore aiuterà sempre il suo partner di scena in difficoltà.

Come fa?

Energeticamente. Diventando in parte il supervisore dell’altro. Se il partner è debole, confuso o preoccupato, interviene spronandolo a dare il meglio di sé. Stabilisce con lui un contatto più efficace, magari anche più fisico. Incoraggiandolo pur restando personaggio. Questa capacità, fatta di sensibilità e attenzione, rende grande non solo l’attore ma tutta la persona.

L’attore mediocre

L’attore mediocre continuerebbe invece a farsi i fatti suoi. Peggio, si compiacerebbe della scarsa prestazione altrui per far risaltare la propria. Ne approfitterebbe pensando di essere furbo. Un perfetto piccolo predatore. A lui ricordiamo che un sentimento di condivisione stimola sempre una maggiore creatività e crescita. Quello di predazione costringe i suoi neurotrasmettitori a inibire la creatività a favore dell’astuzia. Anche l’astuzia è sintomo di intelligenza. Ma è un’intelligenza fredda. Stimola principalmente i succhi gastrici del nostro ego per un appagamento immediato e personale. Ed è di breve durata. Quando accade, agli spettatori arriva molto meno. Il pubblico è lì per gustarsi l’opera nel suo insieme. Non si lascia coinvolgere da una sfida di bravura a discapito di qualcun altro! Il teatro e l’arte tutta non sono la boxe. La collaborazione mira al risultato finale, orchestrale, durevole nel tempo. Il lavoro di questi attori è davvero ammirevole, puntando sempre all’ensemble.

Concludendo un corso di recitazione e di vita che in realtà non dovrebbe finire mai

Con questo breve corso di recitazione vorrei aver stimolato la tua curiosità. Penso di averti dato alcune informazioni di base molto utili. Ora l’universo suggestivo delle emozioni e alcuni aspetti della comunicazione dovrebbero apparirti un po’ più chiari.

Un ultimo esercizio

Immagina di aver condiviso questo corso di recitazione con altri allievi motivati e in cammino come te. Visualizzati insieme a loro in un bel teatro. Il palco è davanti a te. Il regista, vostro coach,  vuole salutarvi in una forma volutamente teatrale, declamata e shakespiriana. Ascoltalo e, come ultimo esercizio, fai quel che chiede.

IL REGISTA    Per il momento, grazie a voi, cuori miei! Avanti! Salite in scena. Salite a bordo di questa nave senza vele e senza remi. E siate tutti Ulisse! Guardate! Da qui ogni sera si assiste ad un miracolo. La nave è ferma ed è l’intero mondo a venirci incontro. Con le sue genti, con il loro vociare e i loro silenzi attenti. Tutte le sere, ogni donna o uomo, ogni attore o spettatore, bambini e anziani vengono a sognare. Ad occhi aperti, sognano di viaggi sempre nuovi. Sognano rotte inesplorate e nuovi regni che li attendono da sempre in fondo ai loro cuori. Facciamo un cerchio, prendiamoci per mano e differenziamo in buon umore, affinché la grazia, la gioia e l’allegria ci siano preziose consigliere in tutte le scelte che faremo. Pensate adesso al progetto a voi più caro. Pensate a qualcosa che vi piacerebbe fare. Sentitevi felici perché dal futuro state già gridando “è cosa fatta!” E siate grati per il bene che riceverete e che ricambierete. La battuta che insieme ora diremo sarà al mio tre un “sì” urlato e folle di felicità. Sì! Quel vostro progetto ora vi attende, già realizzato, nel futuro! Uno, due, tre…

(prendi un respiro, trattieni, differenzia in felicità e grida)  Si!

Alessandro Simonini Direttore Accademia Arti Sceniche Olistage

Autore, regista, insegnante di recitazione e tecniche di comunicazione. Tra le sue allieve anche una giovanissima Paola Cortellesi. A Roma dirige l'accademia OliStage e collabora con il Centro Studi Musical di Franco Miseria come responsabile del corso di recitazione.

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